Passeggiando con Aiché Nanà …..prima del coprifuoco

Era la prima volta che in una festa privata arrivassero le tette al vento.

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Tempo slabbrato, in una Roma che si prepara al “confinamento” non resta che camminare alla scoperta di un tempo diverso: il tempo di Aiché Nana.

Dopo aver salutato Novella Parigini incontrata a via Margutta, un’altra donna mi viene incontro in questo tempo slabbrato, senza sorrisi e con la mascherina. Un’altra donna simbolo della “dolce vita ” la cui storia è avvolta da gossip e pettegolezzi, protagonista della “notte hard scandalosa da cui “nacque “l’attenzione dei media sulla “Dolce vita”.

Ovviamente di quella notte esistono “versioni e giudizi diversi” secondo chi la narra.

Proviamo a ricostruirla… Aiché Nanà con il suo “spogliarello “nacque la “dolce vita”. Morta a 78 anni, ballerina turca, protagonista del “primo spogliarello improvvisato” nel 1958. Le immagini “scandalo” furono pubblicate sull’Espresso. Di origine turca anche se diversi dicono nata in Libano, i riflettori si accesero su di lei per lo “spogliarello”. Ovviamente mi viene incontro da dove comincia la sua storia in un ristorante di Trastevere “il Rugantino” Un ristorante frequentato da vip, un sospiro di sollievo sfuggire al paparazzo Tazio Secchiaroli. Siamo nel 1958, una danza sensuale, via gli abiti, le “mutandine “restano. Lo spogliarello meritò un passaggio nel film di Fellini, ma anche “strascichi giudiziari” con atti osceni.

Aiché Nanà tornò in tribunale anche nel 2008 contro la fiction Vita da paparazzo.

Aveva chiesto al regista 500 mila euro di danni se non fosse stata tagliata la scena dello spogliarello. Solo da poco il tribunale di Anzio ha assolto il regista. Era il 5 Novembre 1958 e la contessa Olghina di Robilant festeggiava il suo 25 compleanno al Rugantino nella location celebre al tempo. Era presente Enrico Lucherini celebre press agent… l’Anita a piedi nudi ballava il cha cha, ci sono Linda Christian, Laura Betti… Un assembramento: più di 100 persone. La Roman New Orleans Jazz Band suonava. Alcuni invitati lanciarono le giacche e lei si sfilò abito, reggiseno.

Era la prima volta che in una festa privata arrivassero le tette al vento.

Qualcuno chiamò la polizia, i rullini della serata furono salvati da Lucherini Titoli a caratteri cubitali “LA NOTTE TURCA DI ROMA”. Lei, la ballerina venne espulsa dall’Italia, perse una parte in un film con De Sica. Il ristorante fu chiuso a tempo indeterminato. Camminando lei mi racconta la sua versione: “mi hanno fatto bere e drogata. Nel 1960 volevo pure convertirmi al cattolicesimo, ho fatto qualche film, ma sono “rimasta famosa per lo spogliarello”. Una targa ricorda la “celebre notte”. Periodici e quotidiani si sono “nutriti ” di quella notte. La Contessina in tempi moderni ha affidato al suo blog la versione di quella notte”. La ballerina si era imbucata, il commissario lo invitai io, la festa, una volta cacciata la ballerina, sarebbe continuata”…

Di certo restano i caratteri cubitali della stampa, fiumi di inchiostro, una targa… di quella notte parla anche la figlia di Aiché Nanà.

Ognuno racconta quella notte seduto su una sedia diversa. Io sono sempre controcorrente e dedico la mia passeggiata in questo tempo slabbrato a Nanà…