Al di la delle apparenze

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La maggior parte delle persone pensa che questo sia il secolo del progresso scientifico: ogni giorno la scienza fa passi da gigante in ogni settore del sapere umano, si realizzano innovazioni tecnologiche inimmaginabili fino a pochi anni fa e siamo proiettati in utopistiche visioni di un mondo completamente digitale. Come antitesi di questo mondo immateriale, la nostra società dà sempre più importanza a ciò che è immateriale, privilegiando la forma piuttosto che il contenuto. Viviamo nell’era dell’apparire, dove il culto dell’immagine e l’elogio dell’estetica sono le uniche cose che realmente contano, il vanto di una società ormai priva di una giusta etica e morale.

La società contemporanea propone modelli spesso superficiali ed effimeri, mossa da corrotti ideali quali il successo senza scrupoli e la perfezione estetica al di sopra di ogni altra componente della personalità umana.

I media offrono dei modelli spesso irraggiungibili, distruggendo quei canoni di Bellezza genuina e naturale tipica delle epoche passate e lasciando posto ad una disperata e ossessiva ricerca di un’illusoria perfezione assoluta. A tale scopo si fa sempre più ricorso chirurgia plastica, un tempo “paradiso” per l’élite, ma oggi abbastanza accessibile al ceto medio atte a colmare quelle insicurezze dovute al senso di non accettazione. Ciò che fa riflettere è che i difetti non sono meritevoli di intervento chirurgico, ma semplicemente piccole imperfezioni che rendono ognuno unico e diverso. Bisognerebbe ricordare che l’imperfezione è una forma di Bellezza: il diamante ad esempio nasce proprio da un’imperfezione della struttura molecolare del carbonio.

Evidentemente oggi si preferisce omologarsi all’ideale di Bellezza piuttosto che esprimere la propria individualità.

Questa ricerca di Bellezza, porta ad un momentaneo periodo di felicità, seguito dalla brama di volersi migliorare sempre di più, rischiando di sprofondare in una spirale di eterna insoddisfazione. E’ l’olocausto delle idee e delle emozioni, bellissimi involucri privi di contenuti, frutto dell’oblio sentimentale ed intellettuale che caratterizza la società moderna; si diventa corpi privi di anima, privi di quella essenza che ci caratterizza. Tutto ciò è dovuto al fatto che abbiamo voluto dare un senso concreto ad un concetto astratto e ideale, che ormai ha senso solo se viene interpretato come sinonimo di “Bellezza esteriore” o “estetica”. Quest’ultima etimologicamente significa «teoria della conoscenza sensibile», cioè di tutto ciò che può essere esplorato con i sensi. Siamo dunque portati ad avere un’idea sbagliata di Bellezza perché racchiude in sé un universo astratto la cui impalpabile materia si mescola armoniosamente all’essenza spirituale che la pervade.

Citando le meravigliose parole del poeta John Keats «Bellezza è verità, verità è bellezza, questo solo Sulla Terra sapete, ed è quanto basta.».

La precedente identificazione del Bello con il vero di Keats risale ai tempi della Scuola di Atene; già Platone asseriva che le idee sgorgate dall’Iperuranio fossero “il vero” e, di conseguenza, il “Bello”: Bellezza quindi nella forma assoluta e primitiva. Innumerevole la quantità d’inchiostro versato nei secoli per tentare di descriverla e non ho la presunzione di poterle dare una definizione univoca, in quanto sarebbe un insulto alla Bellezza stessa. Essa non può essere vincolata e percepita da una asettica definizione perché si manifesta sotto varie forme e in maniera individuale. E’ una forza dinamica, oserei dire una forma di energia e in quanto tale non può essere imbrigliata, perché è in continuo divenire. Quindi la domanda: dove abita la Bellezza? trova una ovvia, ma allo stesso tempo imprecisa risposta: la Bellezza è ovunque.

Si può osservare in un quadro, la si può leggere in un racconto, la si può sentire in un brano musicale.

La si può trovare anche nel linguaggio simbolico per eccellenza: la matematica, capace di far comunicare ed avvicinare culture assai diverse e distanti. Basti ricordare il rapporto aureo, conosciuto come la “divina proporzione”, capace di creare solidi di indubbia armonia e che trova la sua sublime manifestazione in molte forme naturali: conchiglie, foglie e frattali, forme geometriche alla base dello studio delle Galassie. Questo perché essa è armonia, qualità spirituale che, ponendo tutto quanto nella giusta relazione, riesce a farci sentire parte di questo meraviglioso è perfetto ingranaggio che noi chiamiamo Universo. Il Bello è in ognuno di noi e in quanto tale possiamo crearla o diffonderla, attraverso l’equilibrio delle nostre azioni positive.

Concludendo il Bello è capace di riempire il cuore, sollevare lo spirito, rendere tangibile la felicità sotto molte forme: le più incredibili, inattese, insospettate. Si presenta in tutto il suo splendore, accecante come il bagliore della Luce, capace di penetrarti in profondità, pervadendo ogni singola cellula del nostro corpo ed ogni sospiro della nostra anima. Possiamo incontrarla nella Natura, nelle meraviglie del Cosmo, nello sguardo curioso e innocente di un bambino, nell’abbraccio di un padre, nell’amore di una madre.


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