Al Gallinarock anche il Casalese

133

Per illustrare in maniera esemplificativa la partecipazione del Casalese al Gallinarock abbiamo scelto uno scatto del fotografo Stefano Strani.

L’area artistica del Gallinarock ha visto il passaggio di diversi fotografi.

La rete è un puzzle colorato che narra quello che é avvenuto durante i  tre giorni della manifestazione. Il Casalese ha un curriculum incredibile di premi e riconoscimenti, che al momento solo pochi intimi conoscono. Refrattario alla tecnologia, solo da poco è sbarcato sui social. Parla poco di se, ma ascolta tanto il parlare degli altri. Una formazione artistica, il liceo artistico, il Bragaglia di Frosinone, dove attualmente insegna discipline pittoriche: l’Accademia. Una leggenda narra che aveva un sogno, incontrare Chagall, ma ogni volta un cavillo burocratico lo impediva : il legame nel luogo dove tiene il suo atelier a Ceccano. Quando finalmente era tutto in regola e pronto Chagall è partito per l’altrove.

Ancora oggi farlo partire e lasciare il suo studio è una impresa. Non trova, non ricorda dove poggia i documenti.

L’unico finora che sia riuscito a farlo esporre oltre oceano, è stato Alfio Borghese, il direttore della rassegna di arte visiva moderna e contemporanea. L’unico che sia riuscito a farlo viaggiare tra le nuvole, in aereo. L’Artista per eccellenza con la testa tra le nuvole, è l’artista che più di tutti preferisce e ama tenere i piedi per terra. Mare e cielo sono elementi che disegna, ma i suoi piedi devono calpestare la terra, il suolo, i pavimenti. Una leggenda narra che in America ogni volta che telefonava alla nipote Francesca si facesse passare i suoi cani, temeva che non sentendolo e non vedendolo potessero ammalarsi.

Gli animali sono per lui, creature umane, con cui parlare come San Francesco.

Il nostro, certamente con la sua lunga barba bianca, non passa inosservato e quindi a Natale con il vestito di Babbo Natale fa la felicità dei bimbi, a Pasqua il figurante alla passione, a ottobre uscirà un cortometraggio dove interpreta un partigiano. Premiato da grandi artisti come Vittorio Miele. Purificato nei concorsi giovanili, il suo fiore all’occhiello è «La sua resurrezione » nella pinacoteca della Cattedrale di Frosinone, considerata una delle più importanti pinacoteche di arte sacra. Il nome del Casalese è legato anche a uno dei progetti, fiore all’occhiello dell’amministrazione Ottaviani a Frosinone. Si trova in un curvone in via Ciamarra ed è stato denominato per anni il muro del pianto stanno riprendendo vita i murales dedicati al Bragaglia, il regista. Alternanza scuola, lavoro con i suoi studenti.

Il Casalese è un figurativo, nei suoi lavori c’è ricerca e precisione, nulla è lasciato al caso…

Le sue immagini trasudano spesso di passato e tradizioni, il focolare, la famiglia, anche i nudi di donna sono rassicuranti. Nonostante il look anticonformista, la sua lunga barba bianca, niente Bacco e Tabacco. Camicie sempre stiratissime e in maniera impeccabile, le stira lui e portando sempre dietro il ferro da stiro è il «toccasana» a cui rivolgersi all’ultimo minuto per una stiratina alla camicetta alla maglietta, che portavi nello zaino. La sua macchina è come i grandi magazzini, trovi tutto dai libri ai colori, dall’acqua ossigenata al martello, un posto d’onore spetta ad una stampella con una giacca super stirata, pronta per varcare l’ingresso di una mostra.

Un MAESTRO D’ARTE, un vero Maestro, che per modestia, caratteristica che pochi hanno, non si fa chiamare così, al massimo lo senti chiamare «prof» Lui si presenta semplicemente con «Piacere Mario». Generoso nell’elargire consigli alle nuove generazioni, generoso con il suo portafoglio, anche per offrirgli una bottiglietta d’acqua minerale devi coglierlo a tradimento. Ogni tanto adotta qualche diseredato del pianeta, all’improvviso ti saluta, deve correre a portare un panino, perché dice «quello sta a digiuno da stamattina ».