Automiografia (Storia con senso, dissesto e senza senso)

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Automiografia (Storia con senso, dissesto e senza senso)


In ogni posto una parte dell’anima,
arrivi e partenze;
non si tratta di adii, semplicemente di rinvii.
Potere di un abbraccio lungo quanto un sogno,
che si perde tra le onde del mare,
baciato dalla spuma bianca e dall’ultimo vento consolatore.

Milite segnato dalle ferite che fregiano l’anima,
medaglie al valore che lastricano la pelle,
graffiano e bruciano come fuoco rovente,
rinfrescano come tempesta d’estate.
Perdersi nei sensi,
calma, distese di serenità e lacrime di gioia;
potere di un sorriso, di un abbraccio
o lacrima che scivola lenta lungo le vie solcate dal viso.

Abbracciare il buongiorno col sorriso del mattino,
storia di vita,
uscir fuori e racconto disilluso e disincantato nel vento.
Tra le ali di un gabbiano e un tronco di legno in riva del mare,
sogni continui e speranze, respiri e sussulti,
melodia e musica in movimento,
canti, fioritura d’amore,
nuova stagione, vie del cuore.

Punto e a capo, pervaso e diviso,
nascosto e sparito,
sguardo di donna,
segna il cuore,
anestetico flagello dei sensi.

Amore e rintocco di pendolo,
sensazione, un attimo ancora e dopo illusione,
come la vita scorre la penna,
il guardo tentenna all’imbrunire,
muove l’estasi del cuore.

Lenta che su quel foglio segna il lungo traguardo atteso.
Un attimo immenso, intenso
parole , canzoni ed emozioni,
pugni chiusi e fronte in alto nel cielo,
descrizione e canto di vita,
menestrello e poeta,
bello come il sole, l’ultimo sguardo
racconti e amori,
immense iperboli di serenità,
chiudo gli occhi in fronte alla luna,
brezza leggera,
vola nel vento il pensiero,
giammai cosi profondo e vero.

Amare ed ardire,
desiderare,
passione bruciante,
scottante amore,
prima di una fine segnata, lasciata
verdi paesaggi e arcobaleni,
fiumi e torrenti,
piogge e lacrime di sirena,
raccolgo tutto l’allegria e dipingo oceani di infinita serenità.

Volo e mi libro,
sbaglio vocali e sillabe,
centro nel cuore, raccolgo me stesso,
spirito libero e fortificante,
racconto di armonie ancestrali,
papabili sogni e vita fiorente.

Gioia serena,
rabbia positiva,
incanalato tutto verso l’alto,
cingersi e prostrarsi di fronte a dio.
Oasi di pace e lunga la voce,
pace e amor,
armatura di fiori e d’amor,
una rosa blu è il mio canto.

Pianure di felicità, distese d’amore,
gioie e intenti svelati,
figure retoriche e cognizioni metafisiche investono i miei sensi.
Gioco a pallone con i miei pensieri, mi butto fra due ali di folla,
apro al cielo la mia cognizione,
si dirada tra le nuvole un posto nel sereno,
brilla una luce, chiarore, abbaglio, luce offuscata,
serenata, serenità e didascalie.

Didascalie e fumetti pervadono la testa,
si ringrazia l’autore,
vaso di pandora fragile e tenero,
scrutare con la testa rivolta verso l’orizzonte,
la penna parte senza alcuna cognizione di causa.

Casa antica, ricordi, strani percorsi a ritroso nel tempo,
oasi di felicità, sorriso e scende una lacrima lungo la guancia,
emozioni attaccate alle mattonelle di un muro,
scivola il pensiero lungo il tetto.
Odo passati, voci, persone,
fra tarantelle di ricordi viaggia l’anima,
salto nel vuoto e viatico dell’anima,
meditazione fra la radura di una calura estiva e un paesaggio di montagna.

Stringono i pensieri le parole cucite a taglio nell’anima,
telo di raso, setoso e ricamato il punto di confine.
Discesa della notte, spianata di stelle,
tiepido clima a fondovalle,
rulla immagini la mente come un ingranaggio meccanico.
Tempo per domande e risposte,
pioggia batte il ciglio della strada,
scava solchi e lava l’anima.

Bisogni di perdersi ancora e armarsi d’amore,
battito che cade sul rintocco del pendolo,
minuto che va e viene,
colpi di cuore e impermeabile scivola il silenzio sulla notte.
Pagine in cui si insinuano e si lastricano emozioni,
scivola via la parola, nel vento;
metamorfosi di cera, profumata, andata e lasciata.
Sentimento e nascita di un sorriso,
albeggiante allegria e sinuoso ondeggiare d’amore,
lastricata la strada e acceso il sereno.

La foglia scivola via nel vento,
incantesimo d’autunno,
raccogliere ultime sfrontate impronte di passi tra le pozzanghere,
acqua stagnante,
colpi di ciel sereno illuminano il fondo del viale.
Scorre fra le mani un sogno,
sveglia seduti si resta in attesa di dormire,
sognare o volare che differenza fa,
lasciarsi andare avanti.

Risveglio, dolce addio, sapore di un’ arrivederci;
tremolio di pelle e di mani,
brividi e lacrime negli occhi fino un nuovo domani.

Accensione e spegnimento,
punto e a capo,
inizio e fine,
perdersi, rinascere e morire fra le margherite d’un verde prato,
ai piedi del monte,
nascita di un ruscello,
tracce di te e di me, perse trovate e rinate di nuovo


Automiografia (Storia con senso, dissesto e senza senso)