Autoricambi falsi online: un boom che danneggia il settore auto

Cosa succede quando si deve acquistare un ricambio per una riparazione fai da te?

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Autoricambi falsi online? Ebbene si, la contraffazione colpisce anche il commercio dei ricambi con grave danno per le aziende e di conseguenza, ai lavoratori in un settore ormai in crisi.

Purtroppo quello di cui non si parla e che non si tocca, ovvero il punto cruciale, è il costo dei ricambi. Non abbiamo bisogno di citare le marche, visto che tutti avranno avuto a che fare con la riparazione della propria auto.

Cosa succede quando si deve acquistare un ricambio per una riparazione fai da te? Cosa succede in questo caso?

Ci sono ricambi che hanno un costo proibitivo. Già anni fa su FOCUS avevano fatto un calcolo, che se una vettura utilitaria fosse comprata a pezzi, avrebbe raggiunto un prezzo sbalorditivo.

Sempre senza citare marche, prendiamo come esempio una pompa idroguida che costa 587€ contro 56€ richiesti da ditte estere online. Oppure un manicotto turbina che costa 186€ contro i 29.92€. E ancora gli specchietti laterali completi da 220€ fino a 500€ contro i 50/60€ dei concorrenti online. Potremmo fare mille esempi ma il problema, sussiste. Tante persone non riescono più ad effettuare riparazioni delle loro vetture se non comprando tramite canali online.

Con questo non si vuole giustificare la contraffazione. Piuttosto far notare come di fronte all’evidenza di prezzi sproporzionati e a case automobilistiche che non concedono sconti, sarebbe forse il caso di rivedere le proprie posizioni e riaprire il mercato della vendita dei ricambi.

Se si fa mente locale, una volta vi erano ricambisti dove potevi trovare pezzi a buon prezzo, e non solo ma anche consulenza. Purtroppo oggi, con un governo che non agevola più le piccole attività (che chiudono a centinaia), la gente si ripiega sul reperire ricambi a buon prezzo, certo a volte la qualità non è la migliore, mentre a volte sono meglio degli originali, ma non è questo il punto. Il punto è che il consumatore è inginocchio e questo non può più essere ignorato.

Che le botteghe dei ricambisti scarseggino è evidente, e in un primo momento questo ha fatto sì che le case automobilistiche abbiano visto in questo una cosa positiva. Un utente costretto a rivolgersi al meccanico di fiducia che compra i pezzi presso le sedi ufficiali con costi proibitivi oppure far rivolgere l’utente alle officine della Casa dove ti ammazzano per un tagliando, e se ti cambiano un pezzo, ti tocca fare la dialisi per almeno sei mesi.

Ma ora, le Case, dopo questo problema dei ricambi venduti a costi bassi in rete, come combattono questo altro nemico?

Cosa fanno? Fanno campagne per invitare le persone ad usare pezzi di ricambi originali a prezzi concorrenziali? Che io sappia, no. Continuano a vendere e a fornire tramite le loro officine pezzi di ricambio al costo dell’oro oppure costringono il consumatore a comprare macchine in leasing, riparabili solo da loro affiliati utilizzando pezzi di ricambio originali. Occorrerà quindi leggere bene i caratteri piccoli dei contratti.

Rimane sempre il problema dell’onestà: tutti vogliono guadagnare e creare un monopolio, e di questo le case automobilistiche non sono da meno.

Perché non iniziare a debellare la contraffazione dando la possibilità alle botteghe locali di riaprire creando una vendita e distribuzione dei ricambi a buon prezzo e far sì che lo Stato non distrugga le botteghe con tasse troppo elevate?

Perché le case automobilistiche non scendono dal piedistallo e iniziano a rivedere i costi di manutenzione e pezzi ricambio? E naturalmente per certe Case, perché non curare anche la qualità per non far ritrovare un consumatore, dopo due o tre anni, a dover cambiare dei ricambi che dovrebbero durare anni e anni?

Ecco la soluzione: rivedere tutto, e soprattutto avere umiltà e non pretendere di avere dei carichi sui pezzi di percentuali sproporzionati.

Autoricambi falsi online: un boom che danneggia il settore auto di Nico Colani