Avveniristiche scaramanzie

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Aveva risparmiato per l’intero anno pur di poter permettersi quel viaggio.

La direzione non le interessava ma doveva pur mettere qualcosa su quella casella vuota. Pensò al Giappone. Ma poi barrò l’Italia. Firenze nel fine rinascimento. Sottili filamenti fecero arrivare fino a lei un corpo adatto per l’epoca richiesta. Carnagione bianca, adeguatamente grassoccia. Si trasferì senza problemi, quasi scivolando. Ed eccola quella sensazione, il motivo del risparmio annuale. Avere un corpo, poteva farlo muovere, sentire attraverso usando le sensazioni. Niente nel suo mondo aveva il potere di trattenerla in quello stato, per lei sublime. Neppure le più sofisticate e costosissime droghe sintetiche, ammesso che sarebbe riuscita a procurarsene.

Il viaggio fu breve, già il sole le riscaldava la pelle, sentiva la stoffa frusciare sulle caviglie, il corpo stretto da lacci. Le scarpe sui ciottoli producevano un rumore ovattato ma netto. Si lasciò condurre dalla voce dei venditori agli angoli delle strade, vecchi con sorrisi sinceri da lattanti. Poteva sentirla a pelle l’allegria di vivere.

Come tutte le vacanze finì prima di subito. Sapeva come fare per ritornarci, disponeva di tutte le conoscenze necessarie ma tutto questo non la distolse nel cercare di centrare con una moneta il muso del porcellino ma poi si girò prima di sapere se fosse riuscita a conquistare la grata posta sotto la fontana.