Barattieri, questi sconosciuti

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Stamattina. Mentre mi stavo lavando la faccia, un pensiero bussa prepotentemente sulla porta della mia mente:

“Perché non buttare giù quattro righe sui barattieri descritti da Dante?”.

Ma non appena gli consento di entrare, subito un altro s’infila, che carogna!, tra gli anfratti più reconditi della stessa: “Ma che ci azzecca, se mi manca lo spunto?”.

Non mi si crederà, ma consumando poi la mia frugale colazione, dal telegiornale di prima mattina apprendo che, in una vasta operazione dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, svoltasi all’alba, sono state tratte in arresto ventuno persone – diventate in giornata trentacinque – tra imprenditori e dirigenti pubblici, che si sono particolarmente distinte in affari di corruttela. Perbacco, ecco lo spunto che cercavo!

Ora, nel rilevare che quanto successo non riguarda il primo né l’ultimo degli affaire sugli appalti legati alle opere pubbliche, grandi o piccole del nostro Paese – negli ultimi mesi ne sono state piene le cronache, e non più tardi di due anni fa era accaduto per l’Expo di Milano e il M.O.S.E. di Venezia, quando si parlò di una novella Tangentopoli – Dante già trattava di questo mondo opaco nei canti ventuno e ventidue dell’Inferno, a proposito di una specifica categoria di dannati: i barattieri, ovviamente riferendosi ai “peccati” commessi da costoro nella sua epoca.

Dunque chi sono questi barattieri?

Sono gli antesignani degli attuali faccendieri, corrotti e corruttori, che “per procurarsi lucro o altro vantaggio, fecero mercato frodolento delle cose pubbliche, a danno del comune ovvero del signore da cui dipendevano”, Sapegno insegna; vedi Ciampolo, cortigiano di Tebaldo II, re di Navarra, assurto a simbolo dei barattieri di ogni tempo – vendeva cariche e prebende in cambio di denaro -.

Il Divino Poeta li disprezza a tal punto, che li immaginò sommersi dalla pece bollente, la quale invischia da ogni parte la quinta bolgia di Malebolge, l’ottavo cerchio dell’Inferno, in uno scenario apocalittico che ricorda l’Arsenale di Venezia, guardati a vista e tormentati dai Malebranche.

Bene, mi fermo qui; non vorrei che i lettori pensassero di applicare subito quella pena ai barattieri attuali. Che aspettino almeno il processo e la eventuale sentenza definitiva.