Cosa vedere a Eboli, dove Cristo si è fermato

Diventata famosa per il libro di Carlo Levi: "Cristo si è fermato a Eboli".

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Cosa vedere a Eboli? Parliamo di un comune di oltre 40mila abitanti della provincia di Salerno. Sorto sulle pendici del Montedoro, il suo nome Eboli potrebbe derivare da Eu bòlos, che significa buona zolla. O da un mitico fondatore: Ebalo, figlio della ninfa Sebeti e di Telone, re di Capri, menzionato da Virgilio nell’Eneide.

Frequentata fin dalla Preistoria, come testimonia il ritrovamento di una mummia, e attraversata dall’eneolitico e dall’età del bronzo, Eboli divenne cruciale per i rapporti commerciali tra le popolazioni etrusche a nord e quelle greche a sud. Poi arrivarono i romani ed Eboli divenne un importante centro per le produzioni di ceramica.

Nel Medievo, invece, divenne un caposaldo del sistema difensivo del Principato di Salerno. Prima e dopo l’Unità d’Italia, fece parte del Distretto di Campagna. Qui trovarono ospitalità sia Giuseppe Garibaldi che alcuni membri della spedizione di Carlo Pisacane, sopravvissuti all’eccidio di Sapri.

Eboli ebbe una certa importanza anche durante il fascismo, dato che qui Benito Mussolini tenne il suo famoso discorso bellicoso prima della spedizione in Etiopia. Che egli stesso ricordò prima di quella in Grecia.

Ma questa località della provincia di Salerno è diventata famosa soprattutto per il libro di Carlo Levi: Cristo si è fermato a Eboli. Dove egli narra la sua esperienza in questa località, dove fu spedito dal regime fascista essendo lui un anti-fascista.

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