Emilia Ferreti Viola, la scrittrice che sfidò Cavour

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Emilia Ferreti Viola, la scrittrice che sfidò Cavour. Continua il viaggiare alla riscoperta di scrittrici, che hanno dato un segno alla scrittura, scardinando regole e pregiudizi. Siamo nel secondo ottocento italiano, le donne cominciano ad avere dei ruoli attivi nelle case editrici e anche nei giornali, ovviamente scalciando. Un ruolo importante spetta ovviamente a lei, Emilia Ferretti Viola, purtroppo dimenticata e difficilmente presente nelle antologie scolastiche. Nel secondo ottocento la letteratura pullulava di eroine, erano mamme, maestre, mondine, tra queste eroine fece scalpore “Una fra tante” della scrittrice e giornalista Emilia Ferretti Viola. Ricostruire la vita personale, privata della scrittrice è una operazione ardua, nata a Milano nel 1844, capitale letteraria in quegli anni, molto vicina alle idee della Mozzoni.

Emilia Ferretti Viola come risulta da un carteggio con Protonotari dapprima in forma anonima, ma certamente fu la prima donna ad occuparsi di critica letteraria per la rivista Nuova Antologia.

Emilia Ferreti Viola

Iniziò quindi a firmarsi come Emma I riflettori si accendono però con Una fra tante… Barberina, una ragazza di campagna viene con l’inganno costretta a prostituirsi, cadendo vittima anche di uni stupro collettivo. Il romanzo era una aperta critica alla normativa del regolamento di Cavour sulla prostituzione Una scrittrice quindi antesignana del femminismo. L’eco del romanzo arrivò anche in Parlamento… il fatto che si narra è vero…certamente la storia appare un pochino strappalacrime, una scrittura che oggi appare un pochino arcaica, ma il romanzo va inserito nel contesto storico per apprezzarlo. Un duro attacco alla falsa moralità, un attacco alla legislazione sulla prostituzione Il 15 febbraio 1860 un rigido controllo sulle prostitute, divise in due categorie, prostituta isolata o di bordello. La prostituta veniva controllata, mentre il cliente era “libero”.

Emilia Ferreti Viola

Qualche anno dopo la scrittrice si ammalò, cambiarono i vertici nella Rivista Letteraria, su di lei scese il silenzio. Viene citata come la scrittrice che sfidò Cavour, ma solo dagli specialisti. Non viene collocata in nessun movimento letterario, narra una storia vera, tema caro ai veristi, ma appare la mano della scrittrice, ci sta “la sua partecipazione”. Un romanzo moderno, che denuncia l’ipocrisia del tempo, che non tutela “le sex worker” ma solo i clienti. Ogni tanto il suo nome compare in qualche tesi di laurea associandolo ai fermenti culturali del salotto culturale della Contessa Maffei.