Il compleanno in quarantena

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14 aprile, compleanno in quarantena… Oggi ti porto a festeggiare un compleanno indimenticabile. Un compleanno, che entrerà nella storia, come lo sono tutti quei compleanni, che si stanno festeggiando da quando nelle nostre vite è arrivato Lui, questo nemico invisibile.

Alla ricerca del paziente zero, mentre gioco con le parole per dire Grazie agli amici e alle amiche, che sin dalle prime ore si stanno ingegnando con i potenti mezzi della tecnologia a “rendere speciale” un compleanno, che sembra un non compleanno. Mio figlio mi ricorda che per un arcano mistero gli anni crescono solo all’anagrafe, ma per diventare una ricca ereditiera dell’Inps sono come il paziente zero, sconosciuto. Un compleanno nella pandemia, nei focolai tra asintomatici, sintomatici, intubati terapia intensiva, ventilatori polmonari … smart working, didattica a distanza, prima necessità.

Un compleanno che se ti ami che se ami i tuoi amici devi festeggiarlo, mantenendo le dovute distanze…la palma della mattiniera spetta a nia figlia. L’accolgo dalla grande finestra del web con una bottiglia speciale. Una bottiglia artistica realizzata da un mio amico artista, con cui tradizionalmente avrei festeggiato il compleanno. Mascherina per ricordarmi che la mia fantasia di scrittrice è stata superata dalla realtà in cui sono stata scaraventata da questo nemico invisibile. Un compleanno, la colonna sonora l’ha scelta alle prime luci dell’ alba un amico speciale…il primo caffè al ritmo di «The Birtday concert»…«Andiamo da qualche parte invisibile…ho visto degli amici erano un po’ incasinati…Vuoi venire a farti incasinare…Le note scorrono e le parole sembrano la tua storia…Il vocabolario delle parole prende forma, goccioline, febbre che non è d’amore, sanificazione che non è la santificazione, immunità di gregge, fake news, picco, fase uno, fase due…

io resto a casa.

mentre avanza il nuovo vocabolario, il mio compleanno si trasforma in un Assembramento…arrivano i miei studenti e le mie studentesse a ricordarmi la prof insognata, il Collettivo Ugualmente di Frosinone, che mi ricorda l’ altra protagonista, che vive con me, La Filumena, la signora lgbt, quella «ma tieni pure tu sti problemi». Oggi piove, al momento non mi è concessa neanche l’ ora d’aria nel mio balcone. Sapendo che vi sareste impegnate e impegnati ad arrivare nel mio convento di clausura, dove in estrema solitudine mi ha rinchiuso il signor Coronavirus. Il minimo che potessi fare era affacciarmi con i capelli con le sfumature viola come simbolo di speranza che in giorno torneremo a colorare il mondo. Dedico questo brindisi di compleanno a tutti quelli che nei giorni precedenti l’hanno festeggiato senza abbracci, sopratutto ai diciottenni.

E grazie a Bombagiù, che mi permette di abbracciarvi tutti e tutte in questo compleanno indimenticabile.