“Chi si accontenta di ciò che sa non potrà mai essere un filosofo” scrive Gaarder nel suo fantastico romanzo L’ENIGMA DEL SOLITARIO (1990) nel quale riflette sul mondo e, soprattutto, sulle persone attraverso l’enigma che un mazzo di semplici carte francesi nasconde. Il filosofo quindi è “chi vive il mondo come un’avventura e un enigma in perenne rinnovamento” ci dice lo scrittore. A questo punto gli ingranaggi del mio cervello hanno cominciato a fumare e cercherò di spiegarvi il perchè.

Il filosofo

Penso che se il fine ultimo di tutti fosse sapere di piu, allora nessuno si annoierebbe, perchè, la conoscenza è infinita.

La maggior parte della gente ricerca infatti un piacere che è finito e una volta raggiunto o cerca di riviverlo oppure ne cerca un altro, altrettanto effimero e finito. Messa così, potrebbe sembrare che io presenti il filosofo come colui che vuole sapere di piu solo per avere sempre qualcosa da fare e a cui pensare, ma non è così.

Il filosofo

Il filosofo sviluppa questa sua propensione alla conoscenza negli anni.

Essa è come un moto dell’anima che lo spinge ad esplorare il mondo e le persone con lo sguardo. Penso che il filosofo non ne possa fare a meno. Tutto questo è indipendente dalla conoscenza della storia della filosofia, anche se potrebbe sembrare implicito il fatto che una persona che ama il sapere non si interessi a quello piu prettamente vicino alla filosofia.

In realtà, molti filosofi non sanno neanche di esserlo. Scrivendo questo non voglio certo sminuire chi studia filosofia comparandolo con chi pensa e basta, non avendola mai studiata, ma vedo in alcune persone uno sguardo diverso sul mondo e sulle persone che le circondano che va al di là dello studio. Alla fine, il bello della filosofia e, spero condividiate con me questo pensiero, è che può essere fatta anche senza nomi, senza etichette, fuori dalle accademie, lontano dai libri.

Basta l’uomo per fare filosofia.

E in questo mondo ce ne sono tanti.

– Enrica A.

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