Il male dell’animo che colpisce i malati psichici.

Sono proprio loro che hanno quel qualcosa in più da raccontare.

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C’è un altro mondo in questa società formato da persone che soffrono di una comune malattia e sono avvolti dal mistero di un male dell’animo. Parliamo dei malati psichici.

Non soffrono per malattie immaginarie. Non è sufficiente desiderare questa malattia per poterne essere affetto. I medici attribuiscono le cause alla genetica e la ricerca purtroppo si muove a stenti.

Ma che cos’é questo male dell’animo ?

Loro urlano nel silenzio questo grande dolore, che interessa non solo la parte emotiva ma soprattutto quella fisica in quanto devastata dalle medicine.

Sono persone estremamente sensibili. Questo è un dono o un difetto a seconda di come l’altro lo vede e lo vive. Hanno una vita difficile, basata sulle incognite dei loro principali bisogni umani: lavarsi, bere, dormire. Si formulano domande sul come ci si senta nella sveglia del mattino. E ancora, su quante pillole al giorno devono ingurgitare, a colazione, a pranzo, a merenda, a cena ed il dopo cena.

Di come e cosa potranno riuscire a fare nel corso della giornata, di quali momenti possono sfruttare  per la forza che dispongono. Non hanno scelta sugli orari, se poter uscire oppure no. Potersi occupare di una qualsiasi cosa è sempre un dilemma. Inoltre ogni sera si domandano come attraverseranno la notte.

Sono loro a creare viaggi mentali fantastici, ad ogni salita hanno quanta più forza per la discesa a ritoccare il suolo, tra il buio più pesto e la luce più splendente, ridono di pura gioia come nessun’altro e piangono allo stesso modo, con lo stesso identico vigore.

Il fortunato è chi possiede un alloggio, ben accolto dalle persone che lo amano, circondato ed aiutato dalla famiglia che oltre ad un legame imprescindibile di sangue conoscono tutta la sua storia, dal passato al presente, ciò nonostante sanno che il futuro è sempre incerto.

Ancora più fortunato è colui che sotto stretto sostegno medico, su vari fronti, riesce a trovare un rapporto di totale fiducia, per essere capace di sostenere tutte le terapie mediche.

Sono gli emarginati dalla società che li definiscono strani, troppo deboli per lavorare, troppo vivi per spegnersi, un tempo chiusi nei manicomi, oggi lo sono nelle loro stesse case.

Loro sono i creativi, i geniali, perché hanno intuito verità nascoste, diverse. In fondo sono proprio loro i coraggiosi, che lottano contro se stessi ogni singolo istante, contro la malattia, sentendosi come ibridi tra le persone normali e gli invalidi.

Se li riconosci, se ti fermi ad ascoltarli, sono proprio loro che hanno quel qualcosa in più da raccontare.

Le loro particolarità rimangono celate, parole mute e paralizzate da questo grande sordo orecchio dell’umanità, nonostante tutto loro vogliono essere solo uguali agli altri.

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