La radio non muore mai: un mass-media di lunga vita

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Perché la radio non muore mai. La lunga e gloriosa storia della Radio. Nato a fine ‘800 dopo una serie di esperimenti, questo Media accompagna ancora oggi come ieri le nostre giornate, quando siamo a casa, al lavoro, in auto.

Dopo una serie di tentativi che dimostravano la possibilità di trasmettere informazioni tramite le onde elettromagnetiche, il primo a riuscirci concretamente fu il serbo Nikola Tesla in una conferenza pubblica a St.Louis (Missouri) del 1893.

Il “nostro” Guglielmo Marconi nel 1895, a soli ventuno anni, riuscì a trasmettere un segnale in codice Morse a circa due chilometri di distanza dalla villa di famiglia a Pontecchio (Bologna). Nello stesso anno però Tesla inviava segnali distinti tra due punti distanti circa 50 km a West Point NY.

La Radio non muore mai. Ha fatto la storia della comunicazione, è stata quella che ha ispirato il mondo della televisione ed ancora oggi nell’era del web riesce a sopravvivere pure essendosi ovviamente trasformata.

Difficile vedere le immagini di un tempo dove migliaia di uomini la domenica avevano la radiolina incollata alle orecchie per ascoltare le partite di calcio. Più precisamente il famosissimo Tutto il Calcio Minuto per minuto. Era bellissimo vedere queste piccole antenne puntate verso l’alto e la concentrazione in volto di chi provava ad immaginare quello che non si poteva vedere.

La radio non muore mai.

Oggi la Radio è online ed è diventata anche video. Esistono webradio infatti che uniscono anche l’esperienza video. Non è più quella di una volta ma, soprattutto sui trasporti pubblici ed in auto, va ancora per la maggiore. Merito della musica ma non solo. La radio, per quanto mi riguarda, è uno strumento fantastico che da dei vantaggi enormi rispetto ai concorrenti youtube, spotify e compagnia bella.
Prima di tutto c’è l’effetto sorpresa, non sai quello che ti aspetta. Poi c’è l’effetto ricezione. Mentre guidi, ad esempio, il segnale può andare via costringendoti ad ascoltare nuove frequenze. Vuoi mettere l’emozione di passare il confine ed iniziare a sentire le radio straniere?

La radio non muore mai, vediamo perché.

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