La Siria piange

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ELVIRA KUJOVIĆ – IL MONDO DEGLI SPIRITI

(La guerra in Siria, maggio 2012)

Piove questa mattina,
fa freddo e grigio.
Primavera di maggio si lamenta
dalla gente impaurita.

Uccelli affamati, e non chiedono nulla,
dove sono i vermi
nella terra piena di sangue
e di carogna umana.

Quando sarà il diluvio,
chiede qualcuno.
Quando sarà il diluvio?!
Che si sbrighi!

Anche il sole si spaventa
a riscaldare le creature
con maschere umane
ma con mascelle bestiali.

In questo mondo
muti e cechi
sono i primi,
hanno potere nel sangue.

Quanto a lungo ancora?
Chiede il morto
dalla bara, e prega.
Portatemi! Portatemi!

Portatemi via
da questo mondo,
l’anima salvate
per non farmi male
tanto sono morto.

SIRIA PIANGE

Se fossi aquila,
le mie ali larghe mi porterebbero
lì, dove nessuno andrebbe,
lì dove ogni alba è nera come notte,
lì dove l’uomo uccide uomo.

Lì dove lacrime scorrono come fiumi,
e il sangue è più rosso del solito.
Lì dove il bimbo piange per il suo babbo,
madre per il figlio,
il saggio per la verità.
Lì dove le rose di Damasco
non hanno olezzo,
dove gli amanti non gemono
innamorati,
lì dove non respirano più.

Lì è la porta Bab-Tum
abbattuta e muta
dove s’incontrava la gente
per amarsi,
ma non c’è più,
e la gente è sparita.

Nessuno s’incontra più
nelle moschee,
o nelle chiese, per pregare.

Lì, la dignità umana è calpestata
e nessuno ne sente il dolore.
Lì sono occhi
grigi sotto terra seppelliti,

Ed io volevo andarci,
per le strade rovinate camminare,
cantando piangendo e pregando:
smettete di uccidervi e battervi
vi prego, tornatevene a casa.

La Siria non può senza di voi
madre non può senza i suoi figli,
non possono rose senza spine.
Meglio morire sulla propria soglia
tenendo la mano cara,
che sulle porte altrui,
morire da ore,
giorni, anni.

La Siria piange e prega
tornate a casa, senza di voi
il cuore terrestre mi duole.

TRACCE CRUDELI

La neve invano tenta di coprire
l’impronta delle opere umane,
le tracce crudeli.
E il sole, amante della verità
scioglie la neve,
la trasforma in acqua
bagna i morti,
sana le ferite,
offre nuova vita.

Mentre la gente di nuovo uccide
nel sangue umano fruiscono loro.
Piove,
un bimbo piange,
suona la campana,
il sole brilla,
un cane abbaia,
e nessuno se ne frega
e nessuno se ne pente
che fiumi di sangue
molto presto
andranno a passare dinanzi
le loro porte,
prive di parole.

Elvira Kujović (1961- Novi Pazar) è una poetessa di origine Yougoslava che attualmente vive e lavora in Germania.

Elvira Kujovic

La sua prima raccolta poetica fu pubblicata in lingua tedesca sotto il titolo “Ein Gedicht schreit auf aus meiner Brust” (“Un poema ulula dal mio seno”) a Berlino nel 1916.
Con il suo poema “Il Mondo degli spiriti” (“Die Welt der Geister”) è presente nell’Antologia del 2014 (Frankfurter Bibliotek) che gli porterà il titolo dei migliori versi pubblicati nel 2014/15.
La raccolta poetca dal titolo “L’amore e paura” è stata pubblicata a Belgrado nella sua madre lingua serba, nel mese di aprile dell’anno corrente, dalla casa editrice Alma.

A cura e traduzione in italiano di Biljana Biljanovska