Le bestemmie, la Blasfemia Anche in Edicola

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Le bestemmie sono una forma di blasfemia, che consiste nell’esprimere parole offensive o irriverenti contro Dio o altre divinità. In molti paesi, le bestemmie sono considerate un atto di oltraggio alla religione e possono essere perseguiti per legge.

In Italia, le bestemmie sono molto comuni e spesso sono usate come espressione di frustrazione o rabbia, senza intenzione di offendere alcuna divinità. Tuttavia, questo tipo di linguaggio può essere considerato offensivo e inappropriato in molte situazioni, specialmente in presenza di persone anziane o religiose.

Ci sono molte espressioni di bestemmia italiane, alcune delle quali sono molto crude e volgari. È importante considerare il contesto in cui si sta parlando e cercare di evitare l’uso di bestemmie se possibile. Inoltre, è importante rispettare le credenze religiose degli altri e non fare commenti offensivi o irrispettosi.

In conclusione, le bestemmie sono un argomento complesso e controverso.

Sebbene possano essere usate come forma di espressione, è importante evitare l’uso di linguaggio offensivo e volgare, soprattutto come già detto in presenza di persone religiose o anziane. Rispettare le credenze degli altri è un segno di buona educazione e di rispetto reciproco.

Inoltre incoraggiare la proliferazione indiscriminata di bestemmie come se fosse un atto liberatorio potrebbe costituire un inequivocabile incitamento all’odio, inteso come odio verso chi è credente indistintamente del credo religioso. È un’ovvia forma di discriminazione; chi è stato punito per la profanazione per esempio del Corano, giusto per citarne una, ne sa qualcosa.

Incoraggiare e pubblicizzare l’uso della bestemmia e come andare al Vaticano o in una delle tante chiede e sfregiare le opere religiose. Questi ultimi atti sono illegali e costituiscono reato perché beni artistici, ma sopratutto religiosi e simboli di chi è credente.
(Anche se penalmente è stato depenalizzato rimane sanzionabile la bestemmia in pubblico).
Quando si perde il rispetto delle tradizioni, indipendentemente che si sia credenti o meno, si perde l’identità, si perde la nazione, si perde tutto.

Nico Colani

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Nico Colani nativo di Genova. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright