Le fissazioni del generale d’armata: le regole di casa

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Le fissazioni del generale d’armata. Ho sempre odiato tutte le chincaglierie che venivano esposte sopra i mobili e che venivano disseminati per tutta la casa.

Sul tavolo al centro della stanza “buona” ci stava una specie di insalatiere ovale di color dorato a strisce con seduto nella punta un pseudo-angelo. Qualcosa di veramente orrendo. Ai lati del tavolo due centrini con rispettivi capodimonte. Sotto ogni cosa un centrino inamidato con quelle stecche di amido che si compravano una volta in drogheria.
In ogni mobile…un oggetto al centro e due ai lati.
In cucina la tovaglia di stoffa, ma sotto c’era quella di plastica e sotto ancora il mollettone per non rovinare il tavolo.
La tovaglia di stoffa non si doveva togliere se non per il pranzo per lasciare posto alla sottostante: se volevi fare una semplice merenda,dovevi  prendere un piatto per non sporcare la tovaglia….Una trafila di movimenti che ti faceva passare la voglia di merendare.

Guai…dico guai a far cadere le briciole per terra….i pavimenti dovevano essere perfetti.

I tegami di alluminio dovevano splendere e vaiiiii di lana d’acciao a sfregare perchè dovevano brillare.
Odiavo gli ottoni della cucina. Dentro il forno ben nascosto a fine lavata dei piatti si doveva risistemare il recipiente che conteneva l’aceto dove avevamo lasciato gli ottoni dei fornelli che diventavano splendenti.
Una schiavitù in cucina che ora fortunatamente non esiste più.
Per non rispolverare i ricordi dei lavandini di acciaio inossidabile che avevano sostituito quelli in ceramica. Aiutooooooooo….non doveva esserci una goccia….perchè il Generale d’Armata asseriva che si macchiava. Assurde ossessioni per la casa. Legato ad ogni sedia il suo coprisedia.

Il salotto “ben stuggiato” per gli ospiti…sopra ogni divano un mare di cuscini e cuscinetti in modo che la gente si sedesse sulla punta del sedile.

Al Generale per ogni ricorrenza regalavamo servizi di caffè…di piatti…di bicchieri che regolarmente venivano subito messi nelle camere “buone” e mai dico mai usati…neppure quando arrivata “gente” non si sa mai che si rompessero.
Tutto conservato…tutto riservato..
Perchè mai il Generale non ha provato a “goderseli”?
E se si rompevano???


Le fissazioni del generale d’armata

Racconto di Marinella Melis