Alla riscoperta dell’artista danese Lili Elbe, uomo all’anagrafe

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Lili Elbe nata in Danimarca nel 1882 e morta nel 1931 è stata tra le prime protagoniste a lottare per essere identificata come donna. Incontrò Gerda Gottlieb alla scuola d’arte a Copenaghen. Si sposarono quando Lili aveva 22 anni, entrambe artiste, viaggiarono per l’Europa. Nella Parigi ottocentesca Lili divenne modella e musa per i dipinti di Gerda, indossando abiti femminili. Tra gli anni 20 e 30 si presentava ufficialmente come donna, solamente GERDA e pochi amici fidati, erano al corrente che all’anagrafe era considerata uomo.

Nel 1930 in Germania si sottopose ad operazioni ancora sperimentali, solo a 50 anni riusci a farsi trapiantare un utero.

La sua storia sul cambio di sesso suscitò tanta curiosità sulla stampa, il re di Danimarca Cristiano X annullò il suo matrimonio. Nel 1930 ottene il passaporto con il nome da donna. Dopo il cambio di nome, smise di dipingere, ritenendo che quello era il mondo precedente di Einer. Gerda si risposò con un tenente. Insieme erano stati una coppia di artisti. Elbe era specializzata in paesaggi oscuri e tormentati. Fin da subito l’dentità emerge dai disegni di Gerda. Precursori della body art Gerda l’aiuta parecchio, a fuggire dai medici, che la reputavano pazza, volevano internarla in manicomio.

Lili ElbeTrascorrono del tempo a Capri, al tempo privilegiata come meta dai gay. Ma è lì ultimo intervento ad essere fatale. The Danish Girl diventa il film della sua storia Sulla relazione tra le due artiste restano tante domande, il tentativo per entrambe di crearsi una nuova vita sentimentale fallì, tanto che Gerda dopo il matrimonio con il tenente morì in povertà. Lili Elbe si unì con un mercante di arte, ma al tentativo dell’ ennesima operazione prese la setticemia. Probabilmente se non avessero sciolto, annullando il matrimonio, le due artiste avrebbero continuato a vivere insieme,sostenendosi. Ti amo, sei l’unica persona che ha dato senso alla mia vita e l’ha resa possibile. Mi sento subito meglio, quando ascolto il rumore della tua matita. A Parigi una donna non si sognerebbe mai di spruzzare il profumo su se stessa, ma nell’aria. …storie di vite,che ancora oggi cercano cittadinanza.