Ho letto Mein Kampf al liceo ma non sono diventato antisemita

Polemiche a seguito dell'iniziativa del quotidiano "Il Giornale"

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In questi giorni il libro di Adolph Hitler “Mein Kampf” (la mia battaglia) è balzato agli onori della cronaca dopo che Il Giornale ha deciso di regalarlo in edicola come primo numero di una collana.

A seguito di questa scelta gli animi della politica, in una fase importante per via della vicinanza ai ballottaggi per le elezioni amministrative, si sono scaldati forse in modo eccessivo. Di seguito riportiamo alcuni dei commenti:

  • Matteo Renzi su Twitter: “Trovo squallido che un quotidiano italiano regali oggi il Mein Kampf di Hitler. Il mio abbraccio affettuoso alla comunità ebraica“.
  • Alessandro Sallusti, diretto del Giornale: “Vero antidoto alle tossine del nazionalsocialismo”. Sempre dalle pagine del quotidiano fondato da Indro Montanelli: “Imparare dagli errori del passato è un nostro dovere. Ecco perché pubblichiamo il manifesto di Hitler
  • Ambasciata d’Israele: “Operazione Indecente”.

Potremmo continuare per molto e la lista contiene opinioni contrarie e favorevoli.

Io ricordo che negli anni del Liceo la mia professoressa di lettere suggerì l’acquisto del libro “Mein Kampf” per comprendere quale fosse il pensiero di Adolph Hitler ed avere, quindi, una visione più completa delle cause che hanno portato all’olocausto. Trovai l’opera in libreria del centro storico di Milano, in Via Dante. Parliamo degli inizi degli anni ’90.

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Ricordo di aver letto il libro con molta attenzione e di aver sottolineato con la matita le frasi più significative del pensiero di Hitler. Ammetto che il libro è molto utile come documento storico e, soprattutto, non ero e non sono diventato antisemita. Anzi il libro mi ha aiutato ancor di più a capire che ci sono alcuni atteggiamenti, modi di pensare, luoghi comuni che nella società di oggi possono essere pericolosi e che devono essere denunciati.

Impedire alla gente di leggere Mein Kampf non è utile a nessuno.

Quindi noi ci schieriamo a favore del Giornale. Ovviamente rispettiamo la libertà di stampa, di lettura, di scrittura sottolineando che ogni forma di antisemitismo sia pericolosa. E’ proprio dovere della stampa, delle scuole, delle librerie, delle biblioteche insegnare al mondo cosa è successo in passato per evitare che si commettano gli stessi orribili errori.

Comprendiamo lo sfogo ed il dolore delle famiglie che sono state vittime di una tragedia storica e personale da non dimenticare. Ma è proprio per non dimenticare che non si deve nascondere niente. D’altronde il giorno della memoria, la ricorrenza annuale del 27 Gennaio, è stato designato dalle Nazioni Unite proprio con questo scopo.

Quindi onestamente non comprendiamo il motivo della polemica, anzi ci vediamo fastidiose tracce di pura strumentalizzazione, soprattutto da parte dei politici.