Mi ritrovai per una selva oscura – Dante per tutti

Dante Alighieri alla portata di tutti...

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Mi ritrovai per una selva oscura

Su dantepertutti.com del 12.6.2015

Poco prima della mezza età m’imbattei nel folto di una selva, perché avevo smarrito la giusta via”. Fuor di metafora, da quando era scomparsa Beatrice, il Divino Poeta era diventato proprio un gran peccatore! Quale altra ammissione di colpa è stata così anticipatrice di futuri sviluppi nella storia di tutte le letterature?
Confessione che, nel primo canto dell’Inferno, si conclude così: “Ahi quanto è arduo descrivere come fosse malagevole e di una dolorosa asprezza questa selva, che solo a ripensarvi la paura si rinnova! È tanto angosciosa che solo la dannazione eterna lo è un po’ di più; ma per parlare della ragione che riconquistai, racconterò delle altre cose che vi ho viste”.

Appunto, la ragione umana.

Ci penserà Virgilio, allegoria della stessa nel poema, a risolvere l’impasse. Ci sembra di vederlo, Virgilio, adornato da un lucore verdino, mentre si piega con premura sopra Dante disteso in terra, reduce dall’ennesima sbornia (o forse sarà stato aggredito da qualche ladruncolo?), proprio quando egli sta riaprendo gli occhi.

‘Nel momento in cui vidi costui nella desolazione di quella terra’, prosegue il poeta, ‘lo implorai: “Miserere di me, qual che tu sii, od ombra od omo certo!”

“Non omo, omo già fui, e li parenti miei furon lombardi, mantoani per patria ambedue”, prontamente gli risponde Virgilio, che continua: “Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi, e vissi a Roma sotto ’l buono Augusto nel tempo de li dèi falsi e bugiardi. Poeta fui, e cantai di quel giusto figliuol d’Anchise che venne di Troia, poi che ’l superbo Ilion fu combusto. Ma tu perché ritorni a tanta noia? perché non sali il dilettoso monte ch’è principio e cagion di tutta gioia?”

Udendo ciò, Dante si alza seppur con fatica e, con vergognosa fronte, prorompe: “Or se’ tu quel Virgilio e quella fonte che spandi di parlar sì largo fiume? Tu se’ lo mio maestro e ’l mio autore, tu se’ colui da cu’ io tolsi lo bello stilo che m’ha fatto onore. Vedi la bestia per cu’ io mi volsi: aiutami da lei, famoso saggio, ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi”.

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