Migranti Ieri e Migranti Oggi, Ermanno La Riccia un esempio.

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Migranti Ieri e Migranti Oggi,

Ermanno La Riccia un Esempio.

Nella seconda decade del mese di dicembre 2019, il municipio di Montréal (Canada) ha approvato all’unanimità la proposta del consigliere Prof.Dominic Perri, e appoggiato dal sindaco Me Michel Bissonnet, di intitolare il nuovo parco naturalistico sito in St-Lèonard, “Le Parc Ermanno La Riccia”.

Ermanno La Riccia, (era nato a Larino, in provincia di Campobasso, il 19 gennaio 1928 ed è deceduto a Montréal l’11 ottobre del 2014) nel lontano 1952, emigrò in Canada nel dopo guerra per esigenze economiche dunque per sfamare la famiglia. Come tanti altri emigranti italiani, i miliardi di lire in rimesse di denaro che ogni emigrato mandava puntualmente in Italia, risollevarono il nostro paese e contribuirono alla sua ricostruzione.

In Canada, Ermanno La Riccia, dopo 17 anni di assiduo lavoro come ingegnere senza aver nessun titolo di studio appropriato (possedeva solo un diploma di perito tecnico in elettricità), per esigenze legali, conseguì una laurea d’ingegneria mentre lavorava a tempo pieno e manteneva una famiglia di 5 persone.

Dopo tale periodo, la nostalgia lo fece ritornare in Italia con la famiglia.

Purtroppo si scontrò con una deludente realtà in quanto le istituzioni scolastiche italiane si rifiutarono di riconoscere non solo la sua laurea ma anche i 17 anni di esperienza nel settore aerospaziale che vedeva  Ermanno la Riccia elaborare progetti di costruzione di sale di testing di motori di aerei.

Sconfortato e deluso non gli rimase altro che ritornare in Canada dove continuò a mettere in pratica le sue abilità, sia come padre, come ingegnere, come scrittore e giornalista che come fondatore delle scuole di insegnamento della lingua italiana all’estero, nonché come esponente dei diritti linguistici della comunità italo-canadese.

Ermanno la Riccia è stato un esempio di un espatriato, come tanti italiani, che sono emigrati ed hanno fatto onore e si sono distinti per la loro autenticità e onestà.

All’Estero, le famiglie italiane che si sono distinte come famiglie esemplari sono tuttora esistenti e questo è l’esempio dei veri migranti che i politici italiani vogliono paragonare ai migranti che vengono accolti in Italia negli ultimi 15 anni, in modo selvaggio ed indiscriminato.

Questi nuovi migranti, purtroppo, tenendo conto della situazione di crisi per gl’indigeni del posto, non trovano nessun aiuto ad inserirsi nel mondo del lavoro incoraggiati anche dall’avere vitto e alloggio gratuito con spese sanitarie incluse. Non c’è quindi nulla da paragonare con l’italiano che lasciò la sua terra di origine per guadagnarsi qualcosa da rimandare indietro per ricostruire il paese che aveva lasciato.

A mio umile avviso, questa nuova emigrazione invece, giova solo alle organizzazioni politiche, quelle che vogliono impadronirsi delle risorse del territorio africano, spogliandolo della sua forza lavoratrice, sotto il faro della compassione umanitaria.

In verità si tratta essenzialmente di speculazioni di scafisti e delle O.N.G. che guadagnano su questi nuovi migranti cifre da capogiro, per poi gravare sulle spalle del popolo italiano, di cui alcuni esponenti politici sono complici.

Lo Stato italiano diventa quindi partecipe ad una incontrollata invasione che pregiudicherà sempre di più le nostre casse e la sicurezza cittadina creando giustificatamente non razzismo, ma esasperazione ed intolleranza verso questi migranti che non rispettano la nostra cultura e le nostre leggi.

E’ un onore, per gli italiani, che un nostro connazionale riceva un’onorificenza dal paese di adozione che mette lustro al fu Ermanno la Riccia, alla sua famiglia, e a tutti i Valori e le Tradizioni del popolo italiano.

L’inaugurazione del parco è prevista per la primavera del 2020.

La Riccia ha pubblicato diversi libri di racconti: “Terra mia”, “Viaggio in Paradiso”, “Infinito Amore”, il romanzo: “La Padrona” e una raccolta di poesie: “La Voce delle Pietre”.

Chi fosse interessato alle sue opere e ad avere maggiori informazioni contatti l’autore dell’articolo al sito allegato.

Nico Colani

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