Petali avvizziti di rose rosse

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Petali avvizziti di rose rosse


Non ho mai parlato di te, ne parlava lo zio
Tuo figlio, innamorato di sua madre
Ma riflettendo sulla tua vita
Ora che ho un’età matura capisco le tue fatiche
Erano gli anni ’20 del novecento
Non eri sposata, da lui hai avuto quattro figli
Due son morti bambini
Gli altri hanno avuto una sorte migliore
E l’amaro nel cuore
Uno riconosciuto dal padre, l’altro da te madre
Due fratelli con cognomi diversi e la vergogna da sopportare

Eri incinta, mio padre piccolino
Quando agghiacciata dalle urla
Sei riuscita a ripararti
Mentre lui ubriaco cominciava a colpirti
E il lume a petrolio lanciarti
Ti sei salvata stringendo al petto
Quel bimbo che col suo corpicino cercava di proteggerti
La vita continuava tra botte e incomprensioni
Ma all’ennesima donnaccia che si portava a casa
Hai avuto la forza di aprirgli quella porta
Quando mio papà era a militare
Lui si è riaffacciato all’uscio per entrare
Lo zio non lo voleva, ma libera nella scelta ti ha lasciata
Minacciando lui se ti avesse toccata

Tu ancora innamorata
Hai ceduto a quell’abbraccio, in un lampo lo hai sposato
Ormai eravate grandi
Ma il vizio del bicchiere lui non lo aveva perso
Il figlio dalla naia congedato
Si è ritrovato al fatto già compiuto
Per questo mio papà non ti ha perdonata
Ti amava molto ma non ha mai capito
Il gesto di volerlo ancora accanto a te
Lo ha vissuto come un tradimento
Sapendo che con lui presente
Quell’uomo non si sarebbe avvicinato

Lo zio ti venerava
Papà in cuor suo ti amava
Ma a differenza del fratello
Di te non ne parlava
Di te ho un ricordo vago
Ma volevo ricordarti
Pensando alle donne
Che in anni più recenti
Hanno sacrificato la vita
Immaginando una famiglia unita


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