Poco prima della mezza età

48

Poco prima della mezza età m’imbattei nel folto di una selva, perché avevo smarrito la giusta via.

Ahi quanto è arduo descrivere come fosse malagevole e di una dolorosa asprezza questa selva che a ripensarvi si rinnova la paura!
È tanto angosciosa che solo la dannazione eterna lo è un po’ di più; ma per parlare del senno che riacquistai, racconterò delle altre cose che vi ho viste.
Io non saprei riferire esattamente in che modo vi sia entrato, tanto ero confuso nel momento in cui lasciai la giusta via.
Ma dopo che fui arrivato alle falde di un colle, nel punto in cui finiva quella selva che mi aveva trafitto il cuore di paura, rivolsi lo sguardo in alto e scorsi i suoi declivi illuminati già dalla radiosa luce del sole.

In quel momento la paura, che mi era scesa nei recessi del cuore durante la notte che trascorsi con tanta angoscia, un po’ fu acquietata.
E come il naufrago che con il respiro affannato, venuto fuori dal mare e approdato alla spiaggia, si rivolge all’acqua insidiosa e la guarda con attenzione, così la mia mente, che fino a quel momento aveva evitato di pensare alla selva, si volse indietro a contemplarla.
Dopo che ebbi fatto riposare un po’ il corpo affaticato, mi avviai di nuovo su per il pendio solitario, in modo che il piede di appoggio era di continuo quello sinistro.

Da LA STRADA DEI DANNATI
PARAFRASANDO LʼINFERNO DANTESCO
2015. Su Amazon.
Carlo Rocchi
Tutti i diritti riservati @