Possessioni demoniache: la Scienza ci racconta la verità?

Il Passo dopo il buio.

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Se siete finiti su questa pagina significa che le possessioni demoniache sono qualcosa che vi fanno sorgere qualche turbamento. Questo articolo è solo un piccolo estratto del mio nuovo libro in uscita a dicembre: Il Passo dopo il buio.

Sono un ricercatore del Paranormale, fantasmi nello specifico. Un cosiddetto Ghosthunters, termine che però non si addice assolutamente ne a me ne al mio Team I.P.I. che sta per italian paranormal investigation. La ricerca del paranormale è una cosa seria, non è una caccia.

Parlando di possessioni demoniache, la scienza nega totalmente la possibilità che un individuo possa essere posseduto da uno spirito o da un’anima maligna.

Certo è che non vi sono prove nemmeno dell’esistenza dell’anima stessa se è per questo. Sappiate però che gli scienziati, psicologi, neurologi ed altri specialisti che studiano il nostro cervello, da centinaia di anni seguono casi di possessioni demoniache. Nutro parecchi dubbi sul fatto che loro non abbiano conferme vere e proprie sulla questione. Con i mezzi tecnologici a disposizione oggi, “senza pensare a cospirazioni”, certamente devono aver omesso qualcosa.

Non parliamo di casi rari. Dimenticate per un attimo i più famosi. Migliaia e migliaia di persone al giorno entrano in questo stato cosiddetto di possessione.

Spezzando una lancia a favore degli scettici posso dire che un buon 80% di queste migliaia di persone hanno realmente un problema relativo alla loro mente. Ma è proprio quel 20% restante che merita un maggior grado di attenzione. Con questo ragionamento voglio spingervi a fare delle riflessioni, partendo con delle basi che credo non tutti conoscano in maniera esatta e raccontandovi degli aneddoti che a mio modo di vedere possono fare più luce sull’argomento stesso.

Il percorso primario per richiedere un esorcismo è avere delle prove più che concrete, non basta di certo una telefonata.

Nel tempo ci sono stati dei mutamenti anche in questo modus operandi, per esempio sapete che noi ricercatori fino a qualche decennio fa eravamo chiamati a documentare la fenomenologia delle possessioni demoniache? Due nomi a caso? I famosissimi Ed e Lorraine Warren apprezzati nella recente saga di The Conjuring, molte volte indagavano per mano della Chiesa. Ci volevano mesi e mesi di sopralluoghi, mucchi di scartoffie che narravano le giornate passate con la persona cosiddetta posseduta e più di qualche registrazione e foto ove fosse possibile. Questo lavoro si andava ad integrare con quello di uno psicologo o altra figura autorevole, riconosciuta e fidata per la Chiesa stessa. Questo per ricollegarci alle riflessioni che avete avuto modo di leggere nei paragrafi precedenti.

Proseguendo credo che possiate già iniziare ad avere qualche piccolo dubbio, il primo forse è: perché i ricercatori sono usciti da questo campo di studi?

Io personalmente ho trovato alcune risposte che detto tra noi hanno un concreto fondamento. La prima è che certamente, “e devo dirlo spezzando una seconda lancia a favore dei detrattori del paranormale”, non tutti i ricercatori intraprendono il percorso con la professionalità necessaria. Nessun riferimento diretto. Come in tutti i campi c’è chi svolge una professione, una passione, un impegno con dedizione e serietà e chi fa l’esatto contrario.

La seconda è che la maggior parte delle volte il giudizio del ricercatore si scontra con quello scientifico, aumentando così solo la confusione stessa. Due visioni completamente diverse difficilmente possono trovare un vero e proprio punto di coesione, non dico di incontro, che molte volte, invece, è stato trovato.

Devo aggiungere però un particolare non da poco, molti ricercatori continuano a svolgere in maniera apparentemente clandestina questo tipo di attività, non avendo più un vero e proprio canale diretto con la Chiesa, passando tramite dei gruppi spirituali. Non mi riferisco a santoni o stregoni che predicano la parola di Dio spesso invano. Mi riferisco a gruppi organizzati molto vicini alla Chiesa stessa. Essi fungono da tramite. Spesso però non hanno nemmeno loro il potere di far valere le prove ricevute al fine di ricevere l’attenzione necessaria.

La seconda domanda che forse vi starete ponendo è la seguente. Se la scienza nega qualsiasi possibilità che possa esistere questa fenomenologia perché la Chiesa si rivolge a loro?

A cosa serve e se non credono minimamente alle possessioni demoniache, studiare da vicino queste persone con questo tipo di problema? La prima risposta è molto semplice, va appurato il fatto che la persona non abbia disturbi o peggio problemi psicologici. Ci sono stati moltissimi casi in passato collegati magari a forte stress o peggio depressione che apparentemente potevano sembrare casi di possessione. Perciò viene studiato e documentato il tutto da un punto di vista razionale, giusto e politicamente corretto al fine di anteporre una spiegazione logica al tutto.

La seconda risposta sarebbe apparentemente scontata, non credono, ma se interpellati però devono comunque rispondere viste le loro conoscenze e dare un responso definitivo e concreto. Secondo me c’è di più, è normale che ci sia, pensateci bene. Se la scienza non trova una spiegazione logica si passa ad altre fasi interlocutorie e successivamente all’esorcismo. Secondo voi cari lettori la scienza stessa non è incuriosita a questo punto? Secondo me si e anche molto.

Non voglio pensare ad un complotto ma è normale che loro stessi vogliano sapere di più, ed è giusto che sia così. Il problema sta nel fatto che noi non sapremo mai, se non per vie traverse, ciò che i loro studi hanno prodotto in tutti questi anni.