Battisti è solo uno dei tanti: i molti terroristi ancora latitanti

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Cesare Battisti è finalmente approdato in Italia ma di terroristi ancora latitanti ce ne sono diversi. In fuga da quasi un quarantennio, trovò riparo prima In Messico, poi nella Francia socialista di Mitterand che ha sempre negato l’estradizione. Poi, con al governo la destra di Chirac, è dovuto scappare in Sud America. Trovando l’accoglienza del Presidente Lula. Tuttavia, giunto al potere il Governo di ultradestra guidato da Bolsonaro, Battisti ha ritenuto opportuno lasciare il Paese.

Anche perché tra i primi tweet all’indomani della vittoria, Bolsonaro ha promesso all’Italia di restituirgli l’ex membro di Proletari Armati per il Comunismo.

E così, Battisti ha trovato riparo in Bolivia, ma solo per qualche giorno. Venendo arrestato dopo 3 giorni di pedinamento. Esulta ovviamente Matteo Salvini, sorridente e soddisfatto per l’arresto. Come se il merito fosse suo. Così come soddisfatto è il Ministro della giustizia pentastellato Bonafede.

Ma l’Italia ha ben poco da festeggiare, visto il lasso di tempo che ci è voluto per arrestarlo dopo la fuga del 1981. Complice anche il diniego dei paesi ospitanti. Ormai Torregiani, il cui padre fu ucciso e lui gambizzato, è diventato anziano.

Battisti è stato condannato all’ergastolo (pena che però non sconterà, in virtù di un accordo tra Italia e Brasile), con sentenze passate in giudicato, per quattro delitti, due commessi materialmente, due in concorso con altri, oltre che per vari reati legati alla lotta armata e al terrorismo. Non mancano però dubbi e obiezioni sulle accuse rivoltegli. Basate su testimonianze poco convincenti e ricostruzioni non proprio impeccabili.

Ma oltre a Battisti, ci sono molti altri terroristi italiani latitanti per il mondo. Oltre 50.

Ecco una parte della lista dei terroristi ancora latitanti.

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