Sabaudia e l’uomo a testa in giù

Chi uscirebbe con uno sfigato che il sabato sera non può offrire neanche una pizza proletaria con una birretta?

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Sabaudia e l’uomo a testa in giù.

Come non pensare che Carla non corresse a Sabaudia con questo sole che le sta bruciando dentro. E’ partita da Roma con il costume già messo. Sul social rimbalza la foto di un uomo insabbiato a testa in giù, chissà chi l’ha scattata per primo. Legge i commenti: “l’uomo incappucciato”, “l’uomo insabbiato”, qualcuno va oltre “l’uccello imprigionato”.

Sul suo blocco notes Carla raccoglie sempre le voci di donne. Va componendo un romanzo corale. Lei non ascolta le voci maschili, non sa decifrare il linguaggio, ma sulla spiaggia parlano di lui: l’uomo insabbiato. Ha nascosto la testa, sicuramente, per sfuggire alle sue responsabilità, non aveva più voglia di ascoltare le voci delle donne che Carla raccoglie. Ops questa è una protesta, corre voce. Carla la interpreta come la protesta di un uomo, che non riesce a stare al passo con l’universo femminile. L’uomo a testa in giù rifiuta di parlare con chiunque, Ha seppellito con lui un megafono. Una voce metallica proveniente da sotto la sabbia e comunica:

“Questa è una protesta, sono stanco delle manifestazioni di piazza. Sono troppo giovane per andare in pensione, sono troppo vecchio per un nuovo lavoro. Sono la generazione dei rottamati. Mi hanno rottamato tutto, anche i sogni e con i sogni, il sesso, l’amore. Chi uscirebbe con uno sfigato che il sabato sera non può offrire neanche una pizza proletaria con una birretta? So che su questa spiaggia macina km e km una che sul blocco notes raccoglie voci. Se la sente questa volta di dare voce ad uno sfigato rottamato che ha scelto il 25 aprile, giorno della resistenza, di mettersi a testa in giù sotto la sabbia non con l’uccello imprigionato per colpa delle donne, ma per colpa del capitale?”

Carla prende il blocco notes e comincia a scrivere. Una volta Stefano Gavioli, l’intellettuale single e proletario per protesta è partito da Mantova in bicicletta per portare i sogni dei rottamati al Parlamento Europeo. Sono anni che vedo GINO ROSSI di Vertenza Frusinate reclamare il suo lavoro. Oggi ho incontrato l’uomo insabbiato che rivendica il sesso messo in gabbia, il sesso rottamato, un sesso troppo giovane per andare in pensione, ma povero per viverlo. Con il sesso è stato rottamato anche l’amore, non è lui che ha messo il preservativo al cuore, è la mancanza di lavoro che gli ha messo il cuore in frigorifero.

Sabaudia e l’uomo a testa in giù.