Da qualche parte, nello spazio e nel tempo oltre che nella mente, esiste un regno dove finiscono tutti i sogni di quel che avrebbe potuto essere. I sogni di un futuro che non c’è mai stato, i sogni delle persone e di come avrebbero potuto essere, i sogni di invenzioni e di inventori avvolti nell’oblio, i sogni di cose e storie strane ed inusuali, di luoghi formidabili e biblioteche favolose che in scaffali nascosti e polverosi possono celare le soluzioni ai nostri problemi se non addirittura la Verità (la Verità che ci renderà liberi). In questo Regno possiamo collocare anche alcune Abbazie d’Italia e del mondo. Sogni Dimenticati che aspettano soltanto di essere sognati di nuovo. E per i sognatori che vorranno viaggiare con noi, basterà aguzzare lo sguardo e dalle brume del tempo come un gioiello incastonato nel manto boschivo apparirà l’Abbazia o Certosa di Trisulti.

di Paolo Nicoletti

C’era una volta l’Impero Romano, con i suoi funzionari e le sue amministrazioni imperiali, ed i medici imperiali che erano pagati generosamente dall’Imperatore per curare gratuitamente i malati indigenti e tutte le persone che si rivolgessero a loro in situazioni di emergenza.

Ai tempi degli antichi Romani venne edificata una fortezza, sede di guarnigione, a salvaguardia di valichi importanti ed a protezione degli accessi a Roma, all’Abruzzo ed alla Campania. Un posto strategico ed assai importante, situato in una regione molto ampia e scarsamente popolata (ancora oggi lo è).Trisulti

Poi arrivarono i barbari, l’Impero venne travolto, e la fortezza venne distrutta e ricostruita, e divenne un castello fortificato dei Colonna, svolgendo per secoli la sua importante funzione di custodia dei tre valichi, i tre Salti, da cui Trisulti. Si trattava in fatti di un luogo strategico e facilmente difendibile, e soprattutto assai lontano dalle pericolose e letali incursioni dei pirati Saraceni, incursioni che funestarono molte comunità religiose del Medio Evo, anche quelle apparentemente più remote.

Eppure, nei secoli, anche nei pressi di questi luoghi isolati arrivarono echi e grida di guerra, come nel caso della Battaglia di Casamari contro i Lanzichenecchi.

E poi arrivarono i monaci.

Prima vi furono i Benedettini con S. Domenico di Sora, che furono estromessi ad opera di Innocenzo III, e sostituiti con i Certosini, i famosi”frati bianchi”menzionati dal Gregorovius. Va sottolineato che i Benedettini fondarono anche Casamari.

Papa Innocenzo III, ossia il conte Lotario dei Conti di Segni (che, per capirci, edificarono a Roma la Torre delle Milizie e la Torre dei Conti, che in origine era alta 60 metri !), mantenendo la consacrazione a S. Bartolomeo (che era pur sempre uno degli apostoli di Gesù), decise di rendere più ospitale e vivibile il complesso religioso, e vi riuscì così bene da farne il luogo del ristoro e sollievo del Pontefice per lungo tempo (ciò che oggi è la Dimora Papale sul Lago di Albano o di Castel Gandolfo).

Tra le vaste cognizioni del Papa, le sue nozioni di scienza erboristica e di botanica, nonché le cognizioni di mineralogia (nei luoghi si trovava talvolta perfino dell’oro), dovevano senz’altro contribuire a fargli apprezzare assai la Certosa di Trisulti ed i suoi luoghi nonché le vaste ed interessanti attrattive storiche e naturalistiche (la Grotta di Preghiera di San Domenico, il Santuario delle Cese, le Grotte di Collepardo ed il Pozzo d‘ Antullo, ed i godibili percorsi pedemontani che permettevano di arrivare in un sacco di posti cari al pontefice).

Papa Innocenzo III fece costruire un nuovo monastero nel 1204, e nel 1208 affidò il nuovo monastero ai Certosini, che aveva fatto arrivare apposta dal Piemonte e che adattarono il complesso ai Canoni che contraddistinguono la loro Regola (i Certosini sono famosi al grande pubblico per la loro certosina operosità e per il liquore Chartreuse, dal nome della loro prima Abbazia nelle Prealpi Francesi, rifugio di San Bruno da Colonia e dei suoi sei compagni; nel 2005 una famosa pellicola di Philip Gròning”Nel Grande Silenzio”ha ridato notorietà ai monaci Certosini, che oggi dovrebbero essere circa trecento).

Oggi l’Abbazia di Trisulti viene quindi chiamata Certosa, ossia un particolare tipo di monastero dei Certosini, l’ordine fondato da S. Bruno (detto anche Brunone), ordine che nella sua infinita carità ed ospitalità accoglieva (un poco come la Legione Straniera) tutti coloro che volevano cambiar vita e trovare uno scopo e sbocco spirituale alla propria esistenza: costoro, che assistevano ed aiutavano, e spesso difendevano i monaci (alcuni di loro erano spesso uomini d’armi od ex guerrieri erranti), si chiamavano conversi o fratelli, mentre i monaci propriamente detti erano i Padri, e le due categorie di ospiti della Certosa erano divise dalla stessa architettura dei luoghi, tipicamente certosina.

Nell’800 Trisulti fu teatro delle sventurate ed incresciose vicende legate e connesse all’invasione del Regno delle Due Sicilie ad opera delle truppe Sabaudo-Piemontesi, ed ai lunghi anni di guerriglia e brigantaggio di tutti i coraggiosi ed irriducibili ex soldati ed ufficiali borbonici che non vollero arrendersi e resistettero ad oltranza agli invasori: questi dimenticati combattenti furono veri e propri partigiani a sostegno della monarchia Borbonica e soprattutto di ideali monarchici autoctoni, e furono soggetti ad una politica repressiva che spesso gli storici più freddi ed imparziali paragonano al genocidio. Tra questi ribelli e briganti oggi vengono ricordati Theodule De Christen e Luigi Alonzi (detto il Chiavone, capo dei famosi Selvaroli).

Tornando al Papa protettore dei Certosini, ricordiamo en passant che Innocenzo III è famoso per tanti motivi: era chiamato lo”Stupor Mundi”per la sua immensa cultura e per essere il campione del potere spirituale, tanto da essere considerato il vero fondatore dello Stato della Chiesa. Tra l’altro è stato l’autore del testo”De Miseria Humanae Conditionis”scritto nel 1195, quando era il Cardinale Lotario Dei Segni e non era ancora diventato il Papa Innocenzo III.

I Certosini, con la loro operosità ed affabilità, rimasero fino al 1947, anno in cui furono sostituiti dai Cistercensi della Congregazione di Casamari.

Alla fine dell’800 la Certosa di Trisulti (e, quasi simultaneamente, anche l’Abbazia di Casamari) venne dichiarata Monumento Nazionale con uno status particolare.

La Certosa di Trisulti si trova ai confini del Lazio, in provincia di Frosinone, dentro il Comune di Collepardo, in mezzo a magnifiche querce e folte e svettanti distese boschive (conosciute come Selva d’Ecio) sotto il monte Rotonaria , che fa parte dei Monti Ernici.

Si tratta di un magnifico complesso architettonico, grande come una piccola cittadina, con una sua piazzetta centrale, la sua chiesa principale, la sua magnifica cisterna-fontana, gli alloggi dei monaci, la sua famosa Farmacia, la sua grande Biblioteca (una Biblioteca, oggi statale, di più di 25.000 volumi, ancora in via di catalogazione), l’ampio cortile, il refettorio, la Chiesa di San Bartolomeo, il Palazzo di Innocenzo III ed altro ancora.

Una grande iconostasi (ossia una parete divisoria decorata con icone) di eccezionale fattura divide in due parti (ossia la parte riservata ai Padri Certosini, rispetto alla parte riservata ai Fratelli o Conversi Certosini) la Chiesa di San Bartolomeo, ed ovviamente ci sono due magnifici cori di legno etc. etc.

Ancora oggi, dalle volte a botti, gli ospiti ed i fedeli possono ammirare eccellenti affreschi e pitture (alcuni ad opera di Giuseppe Caci).

E nella formidabile Farmacia lavoravano veri e propri monaci esperti nella Chimica e nella Farmacia, che conservavano i risultati del loro lavoro in magnifici contenitori, alcuni dei quali sono giunti a noi.

La Farmacia dei Certosini fu decorata nel Settecento nello stile tipico del 18° secolo (ossia in Tromp l’Oeil in Stile Pompeiano, alcuni affreschi eseguiti da Giacomo Manco).

Alcuni affreschi della Farmacia vennero tuttavia realizzati nell’800, quando i Certosini, nella loro cortese e magnanima ospitalità, si fecero carico di ospitare un famoso pittore ed artista esule ribelle, il famoso pittore napoletano Filippo Balbi, tanto che ancora oggi la Certosa di Trisulti vanta una parte importantissima della produzione pittorica del Balbi, tra cui una copia della sua famosissima Testa Anatomica (il cui originale è oggi conservato all’università la Sapienza di Roma, presso il Museo di Storia della Medicina): si tratta di una testa e di un viso nomali ed ordinari, che però ad una osservazione più attenta si rivelano composti di omini minuscoli (in maniera analoga alle composizioni dell’Arcimboldi). La Testa Anatomica del Balbi ebbe un notevole successo di pubblico e di critica all’Esposizione Universale di Parigi del 1855.

Il Balbi era anche un maestro di sperimentazioni pittoriche ed ottiche.

Ancora oggi un suo affresco ci mostra con stupefacente realismo e suggestiva incisività la persona affabile e cortese di Benedetto Ricciardi, che all’epoca era Direttore della Farmacia, che possiamo ammirare mentre apre una porta e ci accoglie con un ospitale e garbato sorriso.

Una volta, davanti alla Farmacia si estendeva uno splendido Orto Botanico, che ancora oggi è un suggestivo giardino ornato da decorative ed addomesticate siepi di bosso, potate in elaborate ed eleganti forme.

Torniamo ora ad Innocenzo III, a cui va comunque il merito di questa magnifica Certosa: egli fu anche il Papa di San Francesco (approvazione della Regola dei Minori), e fu anche il Papa di ben due Crociate. E tuttavia aveva dei tratti umani non privi di simpatia: vicino a Trisulti si trovava infatti l’Eremo di un eremita famoso per le sue visioni, nella Grotta delle Cese, e fu proprio la frequentazione del povero eremita e la personale testimonianza delle visioni del sant’uomo che spinsero l’allora Cardinale Lotario a giurare a sé stesso che l’eremita non sarebbe stato dimenticato, e che quei luoghi avrebbero ospitato una Certosa….

A questo punto i lettori attenti si saranno domandati:”Un momento: se c’erano i monaci Benedettini, che facevano parte di quelle comunità benedettine che San Domenico aveva fondato in Abruzzo ed in Sabina, perché Innocenzo III avrebbe mai deciso di mandarli via e di sostituirli con i Certosini ? “. La risposta è:”Non lo so !”. Possiamo soltanto supporre che i Benedettini non siano stati particolarmente diligenti nell’osservanza della loro Regola, oppure che il Papa in cuor suo preferisse di gran lunga i Certosini.

Comunque, San Domenico (che, giova ricordare, è anche il Santo che ancora oggi protegge dalle morsicature dei serpenti nella processione di Cocullo, e viene considerato protettore dai morsi di lupi e cani rabbiosi e, forse per retaggio dagli antichi Romani, proteggeva anche da tempeste e febbri etc. etc.) a suo tempo aveva preferito trasferirsi a Sora, dove ancora oggi è sepolto sin dal 1034.

Non lontano dalla Certosa di Trisulti sorge poi il piccolo Monastero di San Nicola, che in origine ospitava le monache benedettine.

Delle storie del Brigante Alonzi, detto il Chiavone, e della sua maramaldesca fucilazione (nel 28 giugno del 1862, in un bosco vicino alla Certosa) ad opera di due ufficiali mercenari e traditori, ci riserviamo di parlare in altri eventuali e successivi articoli.

Dopo secoli di importanza e di gloria, la Certosa di Trisulti che, ricordiamolo, è Monumento nazionale, era caduta in un’inarrestabile condizione di decadenza e di oblio, tanto che il 31 agosto del 2015 il Quotidiano”la Repubblica”aveva riportato la notizia che la Certosa stava rischiando la chiusura.

Il 17 febbraio 2018 il quotidiano”Il Messaggero”di Roma ha riportato la notizia che il Ministero oggi conosciuto come MIBACT (Ministero dei Beni ed Attività Culturali) ha definitivamente assegnato la Certosa di Trisulti al DHI (Dignitatis Humanae Institute), una fondazione religiosa senza fini di lucro vicina al Cardinale Burke, che si farà carico delle onerose ed ingenti spese di mantenimento della colossale ed elefantiaca struttura della Certosa di Trisulti (ricadente nei confini del Comune di Collepardo) ed in più dovrà corrispondere (per 19 anni) allo Stato Italiano un Canone annuo di concessione di 100.000,00 euro.

In un futuro in cui si cercherà di restituire alla certosa la dignità di Monumento Nazionale che le è consona, possiamo avere dei sogni su possibili volani di visite, escursioni e presenze.

Ad esempio l’idroponia.

Cosa può esserci di meglio, in un posto già ricco di erbe ed essenze officinali e generosamente fornito di sorgenti idriche, che l’attivazione di corsi e Scuole di Idroponia (la coltivazione senza suolo, in cui vediamo alcune comunità religiose eccellere; nel libro citato in fine di articolo”Idroponia nel futuro”viene riportata una esperienza assai rilevante e famosa dei Gesuiti in Brasile, durante la quale sono stati allestiti dal nulla e con materiali di risulta degli orti idroponici, ed è stato creato dal nulla un bacino di lavoro ed opportunità in espansione per vaste platee di abitanti e lavoratori) ??

Poi abbiamo l’eccellenza della location: luoghi così eccelsi e magnifici sono adattissimi per eventi enogastronomici (in materia, vedasi articolo sul turismo enogastronomico citato dopo fine articolo) ben organizzati, tali da coinvolgere enologi e gastronomi, giornalisti ed addetti ai lavori, produttori e coltivatori (blasonati e non, accomunati dall’entusiasmo e dalla passione per i loro territori).

Abbiamo infine anche il crescente interesse per alcune discipline sportive cosiddette”morbide“perché ritempranti, non faticose ed affrontabili da tutti, anche in tarda età. Discipline come il Qi Gong, il Thai Chi Gong (che sarebbe una commistione tra il Tai Chi ed il Qi Gong) e lo Shibashi, che è ormai praticato da milioni di persone e che, per la sua facilità di apprendimento, è ormai considerato pratica ed esercizio nazionale in Indonesia e Malaysia. Famosi ed emblematici sono i video di Don Fiore che pratica i suddetti esercizi con vaste platee di persone anziane, i cui indirizzi URL sono citati in articolo sul Tai Chi citato in fine.

In proposito, il Maestro Alessio Longo da noi intervistato ci ha riferito di casi di abbazie che volentieri ospitano i discepoli, anziani e non, di tali discipline.

Sollecitati da tale suggerimento, abbiamo indagato sul web ed abbiamo trovato un vero e già maturo bacino di utenza e di entusiasti, insieme a casi di abbazie in commenda effettivamente già aduse ad ospitare corsi e maestri di arti e discipline morbide.

Ma soprattutto la presenza di una grande biblioteca può facilitare ed indurre l’adesione a corsi e Scuole di ricerca bibliografica, utili e fondamentali per tutti, addetti o non addetti ai lavori, giornalisti o semplici lettori assetati di sapere, persone di cultura ed appassionati di singoli argomenti e campi di specializzazione: molte persone delle pulizie leggono libri che spaventerebbero un professore universitario, a riprova che l’adesione a corsi del genere sarebbe universale.

Bene, che altro dire ?

Ricordando le parole di una famosa canzone: ora le foglie verdi dell’estate ci stanno chiamando a casa (The brothers four,”The Green Leaves of Summer”), ed è tempo per noi sognatori di decidere quale sogno sognare.

Forse alcuni intrepidi sognatori si dirigeranno verso i monti ingentiliti di riflessive querce, da dove emerge in un mare di brume mattutine l’Abbazia o Certosa di Trisulti, e dove secondo Ferdinand Gregorovius”pare che la voce di Dio parli nello stormire del vento, tra le foglie del bosco…”.

Siti web e letture per chi volesse approfondire:

(Si ringrazia il Dott. Manlio Bordi della LTL Advisors (http://ltladvisors.com/professionisti/manlio-bordi/per l’efficace sinossi storico-bibliografica fornitaci per i luoghi e la Certosa di Trisulti)

(Si ringrazia il maestro Alessio Longo, laureato in Lingue e Civiltà Orientali e specializzato in Lingua e Cultura Cinese, per le cortesi ed affabili informazioni inerenti abbazie e Tai Chi; https://www.taichiflow.org/members)

– Sulla Certosa di Trisulti ed i numerosi argomenti connessi, vedansi le seguenti voci di Wikipedia, in cui non siamo riusciti a trovare fonti sulla battaglia di Casamari contro i lanzichenecchi, all’epoca del Sacco di Roma :

https://it.wikipedia.org/wiki/Certosa_di_Trisulti

http://www.culturaitalia.it/opencms/opencms/system/modules/com.culturaitalia_stage.liberologico/templates/viewItem.jsp?id=oai:culturaitalia.it:museiditalia-mus_721

https://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Balbi

https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Posi

https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Innocenzo_III

– Per cenni storici sulla battaglia di Bauco (Boville), in cui i soldati del Conte Theodule De Christen insieme agli uomini di Luigi Alonzi (i famosi Selvaroli) sconfissero le supponenti truppe sabaudo-piemontesi costringendole alla resa, vedasi http://www.altaterradilavoro.com/la-battaglia-di-bauco-lultima-vittoria-dei-briganti-borbonici/

https://www.bombagiu.it/idroponia-e-paleofuturo/, in cui si parla di IDROPONIA e vengono citate fonti, tra cui il libro IDROPONIA NEL FUTURO, citato in FONTI CONSIGLIATE, nonché il famoso manuale della FAO “La Huerta Hidroponica Popular”liberamente disponibile e scaricabile sul WEB, ed il correlato articolo https://www.bombagiu.it/pozzi-ad-aria-stagni-e-condensatori-di-rugiada/

https://www.bombagiu.it/enoturismo-e-degustazioni-enogastronomiche/, in cui vengono suggeriti indirizzi URL di realtà e di iniziative propulsive di eventi enogastronomici, e viene spiegata l’incidenza assai importante del fenomeno per le economie di vasti territori

https://www.bombagiu.it/thai-chi-risorse-sul-web-e-indirizzi-url/, in cui vengono citate fonti ed indirizzi URL del fenomeno mondiale e votato alla spiritualità e non violenza del Thai Chi

– In materia di corsi di ricerca bibliografica: http://www.biblioteche.unisa.it/portale/ricerche_documentazione sito della antica Università di Salerno

https://www.ilmessaggero.it/frosinone/la_certosa_di_trisulti_assegnata_per_19_anni_a_100_mila_euro_l_anno-3532242.html, articolo di Andrea Tagliaferri, del 7 febbraio 2018,”La Certosa di Trisulti assegnata per 19 anni a 100 mila euro l’anno”

http://www.dignitatishumanae.com/index.php/trisulti-2/, il sito della DHI, con esaustive informazioni sulla Certosa, la Biblioteca nazionale della Certosa, la biglietteria e liquoreria, il giorno di Natale, il Ristorante della Certosa, il Cammino di San BENEDETTO, fruizione dei luoghi, pulmann GT etc. etc. con avvertenza finale che “Members of the Working Group on Human Dignity believe that man is made in the image and likeness of God “

https://www.ciociariaturismo.it/it/c-e-da-vedere/abbazie/la-certosa-di-trisulti.html, con utili informazioni sugli orari e modalità di visita della Certosa di Trisulti, orari della liquoreria e della biglietteria etc. etc. a cura del Centro Guide Turistiche Cicerone, con orari, telefoni, e-mail etc. etc.

http://www.treccani.it/enciclopedia/abbazia_(Enciclopedia-dell’-Arte-Medievale)/, sito dell’Enciclopedia Treccani con ottima bibliografia