Come il mio YOGA … ha migliorato la mia vita

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Da anni in Occidente abbiamo scoperto lo YOGA, ma sappiamo di che si tratta esattamente?

Certo, sappiamo che è una disciplina antichissima nata nel 5000 a.c. in India, trasmessa con i poemi filosofici Upanishad scritti in sanscrito, diffusa da sommi Guru nello scorso secolo anche in occidente, basata sull’ asana (posizione) e sul pranayama (respiro): sappiamo che esistono vari stili da scegliere in base alle proprie esigenze o aspirazioni individuali.

La disciplina è accessibile a tutti, anche economicamente, e si possono trovare dappertutto corsi da frequentare che promettono la fuga dallo stress e rilassamento….

Io vi racconterò dell’esperienza che ha contribuito a migliorare il mio stato psicofisico.

Mi sono avvicinata alla disciplina in modalità curioso/scettica, forte della mia formazione razionale e scevra da ogni realtà non sperimentabile, e invece ho scoperto un mondo sconosciuto.

Ho scoperto la capacità di essere hic et nunc…. non è solo una colta citazione latina, ma è un’espressione che ben descrive la consapevolezza d’essere presenti a se stessi in un dato momento (quante volte mentre facciamo una cosa mille idee e mille pensieri ci affollano la mente e ci distolgono dal piacere di assaporare una situazione!) e di acquisire la consapevolezza del tuo respiro e del tuo corpo.

Già, spesso ci dimentichiamo che il respiro è la nostra vita. E’ ciò che ci consente di restare in questo mondo, ma non sappiamo quasi nulla del nostro respiro. Lui va avanti per la sua strada assicurandoci la sopravvivenza, ce ne accorgiamo che esiste quando diventa corto, affannoso, pesante, e cioè quando abbiamo paura o stiamo male.

Saper ascoltare e, conseguentemente, guidare il nostro respiro è veramente una grande scoperta per noi occidentali o almeno lo è stato per me, sempre impegnata in mille cose e in mille pensieri o preoccupazioni che si accavallano nella mente.

Imparare a farlo, e cioè ascoltare/ascoltarsi, conduce, con il supporto delle altre tecniche Yoga, ad un sicuro cambiamento nel nostro rapportarci alle cose e alla vita.

Non voglio insegnare nulla perché non ne ho né i titoli né le necessarie conoscenze e competenze, ma voglio raccontare semplicemente che il cambiamento c’è e più si prosegue più si scoprono altre meraviglie che affiorano spontaneamente dal nostro più intimo sé.

E’ come una magia che, giorno dopo giorno, scopre il velo di Maya e ci libera dai condizionamenti, dalle nevrosi e dalle ossessioni e dai pensieri inutili e dannosi e dalle ruotine quotidiane che non lasciano spazio alla nostra vera essenza di emergere e rivelarsi.

Il cammino è lungo ed arduo, non si promettono obiettivi facili e felicità illusorie: la strada si trova camminando con impegno e volontà.

Sono stata fortunata? Forse! Ho trovato dei maestri che, con pochissime parole ma con molti e continui taciti insegnamenti, con il sorriso e un abbraccio sempre pronti, hanno indicato la via giusta e continuano a farlo, per sempre.

La meta è la conquista dell’emancipazione dagli stati psico-fisici che ci arrecano dolore, ansia e preoccupazione, è l’unione tra il particolare e l’universale, tra individuo e l’universo, è la gioia di recitare e cantare un mantra, è l’energia che risale sulla spina dorsale come una luce cosmica.

Auguro a ciascuno di incamminarsi in questa strada, ma anche in altre, che possano comunque portare a raggiungere questi obiettivi. Per me la strada giusta è praticare gli insegnamenti dell’antichissima disciplina.

(Dedicato alla mia maestra di Yoga)

Kundal