Considerazioni sui terroristi islamici

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In Italia si professa la religione cristiano-cattolica, ma nessuno ci obbliga alla preghiera durante la giornata o di andare a Messa. Mi consigliano il battesimo e la comunione, ma se non le faccio non mi tagliano la testa; volendo sono libero di praticare una religione ma a mia discrezione.

Se per caso in un momento di ira mi scappa un bestemmia, faccio una brutta figura, ma non rischio la vita.

Se per caso sono una donna che si lascia andare ad un amore extra coniugale, i vicini e la comunità non mi trucidano.

Sono libero di fare le mie scelte.

Quindi tu islamico estremista, esercita se vuoi la tua religione, ma in silenzio. Mettiti prostrato a terra quando vuoi, ma non obbligarmi al tuo Credo. Io non posso avere rispetto per te dal momento che vedo il tuo modo barbaro di dimostrare il tuo amore per il Corano in casa mia. Il tuo grido di esaltazione (Allah Akbar) quando commetti un omicidio in nome di un dio, mi suona troppo come un alibi.

Terrorista islamico che ammazzi i suoi stessi fratelli, non mi sei gradito perché non amo le imposizioni ed il terrore; il tuo sedere in aria è una finta sottomissione, e a tutti gli italiani che ti difendono senza mai metter in rilievo le tue barberie dandomi dell’ignorante e dell’islamofobico, vi dico di andare anche voi a mettervi con il sedere in aria, ma non a casa mia.

Chi difende questi barbari individui che sgozzano coloro che non condividono il loro Credo, coloro che difendono chi uccide una donna perché accusata di adulterio (e a prescindere che sia colpevole o no), ponendosi perciò al di sopra di ogni legge umana, non è degno della mia stima.

Per quanto mi riguarda gli italiani che difendono questi retrogradi, sono loro stessi colpevoli dei loro delitti.

Dico questo a nome di tutti i concittadini che hanno il coraggio di dire le cose come stanno senza paura, e senza nascondersi dietro tendenze o interessi personali e politici.

Nico Colani

Nota dell’autore:

Al fine di non essere frainteso e passare per xenofobo o altro, ci tengo a precisare che a livello personale nulla ho contro chi professa la fede musulmana. Credo che ognuno sia libero di credere al proprio Dio a patto di rispettare l’idea altrui anche non condividendone i principi.
Le citazioni di questo testo sono infatti mirate a tutte quelle persone che in nome di Allah commettono omicidi e barbarie di vario genere che nella società attuale non devono essere tollerate.

Nonostante tutte le difficoltà, credo sia auspicabile un dialogo culturale tra cristiani e musulmani, basato su elementi che ci accomunano per una proficua e pacifica convivenza.

Tratto da VALORI E TRADIZIONI Articoli, Esternazioni, e Commenti su un Mondo che Cambia di Andrea Donniaquio e Nico Colani

ELABORA . PENSIERI: http://elaborapensieri.altervista.org

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Nico Colani nasce a Genova nel 1957. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright