Il leghista che combatte i profughi ma poi ci lucra: Miani

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Miani è il leghista che combatte i profughi. Ma è proprio così? La guerra ai profughi è un cavallo di battaglia della Lega Nord. Una battaglia in fondo giusta, alla luce di quanto il centrosinistra da cinque anni a questa parte ne stia facendo arrivare in Italia. Un po’ per incapacità e un po’ per specularci. Ma proprio qualche leghista fa un po’ e un po’. Cioè li combatte ma al contempo li accoglie. O, meglio, li forma.

E’ il caso dell’assessore con delega alla sicurezza di Cividale, Elia Miani, ex numero due del Carroccio in Friuli Venezia Giulia.

Che non ha mai nascosto il suo orientamento in fatto di immigrati, tanto da firmare una petizione per impedirne l’accoglienza in un’ex caserma del suo Comune. Miani però è anche titolare di una piccola impresa edile e nei panni del mastro carpentiere, pochi mesi dopo quella firma, tiene un corso per l’avviamento al lavoro dei profughi alla caserma Caverzarani di Udine. E le cifre sono notevoli. Eccole.

Volete saperne di più sul leghista che combatte i profughi?

Proprio così. Miani dopo aver firmato petizioni per non avere profughi percepisce 4mila euro per fare un corso di formazione agli stessi profughi che detesta. Questo è il bello della politica dell’incoerenza del malaffare del denaro facile.

Purtroppo non é una novita. Potremmo continuare a parlare di questo tema all’infinito. La politica ci prende in giro. Finge di interessarsi al bene pubblico ma in realtà gli interessa solo lo stipendio ed i benefici. Non appena si presenta una opportunità personale il politico diventa un animale pericoloso che spinge il paese verso il baratro. Questo circolo vizioso che va avanti da decenni ha come risultato un paese che é stagnante, stantio, puzzolente. Siamo veramente rimasti solo il paese fatto di bellezze turistiche, sole, mare e buon cibo.

Ma andiamo a vedere in dettaglio questa storia del leghista che combatte i profughi solo apparentemente.

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