Il lockdown mi stava salvando

141

Carla ancora una volta sta bruciando di dolore, il dolore le brucia dentro, un dolore che vorrebbe gridare forte. Ma poi perché il dolore bisogna urlarlo? Il dolore è qualcosa di privato, di personale. Una notte bellissima, una notte d’estate, attorno a lei ci sta un silenzio irreale, nonostante sia Roma. Il lockdown ha lasciato il segno ed il mondo ha ripreso a circolare, ma la paura fa ancora capolino.

Lockdown: questa potrebbe essere la soluzione anche per il suo dolore.

Chiudere la porta al mondo fuori, impedire al dolore di entrare dentro, di strisciare sul suo corpo, di bruciarle dentro come un demone. Ogni tanto Mauro si alza, va a controllare se Carla dorme. Lei si rifugia sempre qui, è Camomilla Park, casa sua. Carla con il suo zaino corre sempre qui, sempr in fuga da qualcosa, sempre arrabbiata con se stessa. Impigliata nelle maniglie di un amore impossibile, un amore di quelli che ti scavano dentro. Carla è consapevole che i momenti belli siano pochi e ci sono solo se li decide lui. Dovrebbe conoscere ormai lo spietato meccanismo con cui da anni convive con questo stillicidio. Amare a senso unico non è amore, amare un anaffettivo è non amare se stesse. La musica la conosce, le parole anche. Mauro la tiene abbracciata, la lascia piangere, le asciuga dolcemente le lacrime.

Sono anni, che prova ad insegnarle ad amarsi.

Percorsi dallo psicanalista, poi abbandona la strada e si ritrova sempre al punto di partenza. Carla si lega solo a storie sbagliate, è passata dagli occhi neri di un uomo geloso ad un narcisista anaffettivo. Una storia con un uomo che ha l preservativo al cuore. Carla si ostina a vedere il bello, a cercare una giustificazione Lei non ha studi di psicologia, lei continua a pensare che si diventi anaffettivi per dolori subiti. Lui non parla mai del suo privato. Dopo averla ferita, umiliata torna a cercarla si presenta come se avesse archiviato tutto. Lei prende lo zaino con entusiasmo fino alla prossima caduta. Mauro è un attore, che un giorno varcherà palcoscenici internazionali. Carla è una scrittrice, che un giorno diventerà famosa. La morte solo la morte fa scoprire alcuni scrittori. La scrittrice del male di vivere, lei sogna di scrivere un romanzo d’amore dove le buche romane sono un cuore spezzato dove i protagonisti cadono dentro per ricomporsi.

Intanto scrive pagine di un tempo slabbrato, un giorno un editore le raccoglierà.

Apre gli occhi devo andare, dove non lo so, devo andare, sono di nuovo scomposta, vorrei lanciarmi nel vuoto: “Mauro la trattiene per un braccio”. Lei lo guarda: «Diventerai famoso prestandomi la voce». Lui urla: “La voce voglio dartela da viva”. Mauro non dorme, sapendola sola con il suo zaino, le invia delle parole bellissime di Ozpetech… le donne che riescono a fare tutto, a fare entrare nel mondo ogni cosa, ma non loro in quanto donne… Risponde: “Ely Dorme”, ha preso lo Xanas, le sue tisane al biancospino e la camomilla non avrebbero fatto effetto.

Ha scritto ” il lockdown mi stava salvando…”