La Chiesa di Ognissanti a Trani ritorna agli antichi fasti

Le immagini di questa giornata resteranno vivide nella mente di tutti noi.

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La riapertura al pubblico della Chiesa di Ognissanti ha attratto molte persone, testimonianza del vivo interesse verso il patrimonio culturale di Trani.

Una domenica che vivrà nei nostri ricordi: ieri 27 Maggio si è svolto l’evento “Chiese aperte” con il progetto “Ognissanti. Il tesoro ritrovato”organizzato dalla Conferenza episcopale pugliese in collaborazione con l’Assessorato ai beni culturali della Regione Puglia e con la fondazione Seca.

Le immagini di questa giornata resteranno vivide nella mente di tutti noi.

Ha dato inizio al convegno l’intervento di Don Nicola Maria Napolitano, responsabile dell’Ufficio beni culturali della diocesi. In seguito hanno preso la parola Dario Natalicchio, direttore dei lavori, e Margherita Pasquale, storica dell’arte e precedentemente direttrice del castello svevo di Trani. Inoltre hanno presenziato alla manifestazione anche i componenti della sezione di Trani dell’Associazione templari cattolici d’Italia, presieduta da Andrea Roselli. Al termine della conferenza, ci si è spostati insieme dal Polo museale diocesano alla Chiesa di Ognissanti per assistere alla tanto attesa apertura. Si è trattato di un momento in cui l’emozione vibrava nell’aria, la trepidazione era viva negli occhi di tutti i partecipanti. L’iniziativa è stata animata da intermezzi musicali a cura degli allievi della European Arte Academy Aldo Ciccolini.

Adesso come ieri: i lavori di restauro, dettagliatamente descritti da Dario Natalicchio, hanno riportato Ognissanti al suo aspetto originario, recuperando le grandi qualità storico-artistiche della struttura sacra. Infiltrazioni d’acqua e umidità hanno contribuito al suo inesorabile degrado. Sono infatti riemersi i marmi policromi che impreziosiscono la monofora dell’abside maggiore e il portale centrale.

Guidati da Margherita Pasquale, abbiamo osservato con lo stesso sguardo degli uomini del Medioevo l’apparato decorativo di Ognissanti.

All’epoca ci si avvaleva di codici espressivi comprensibili a tutti perché corrispondevano alla cultura propria dell’Europa cristiana dei secoli XII – XIII. Ogni raffigurazione racconta una storia tratta dalle sacre scritture, un invito a meditare sui fondamenti della fede cristiana.

Analizzando il complesso scultoreo della chiesa romanica, si individuala peculiare ideologia della committenza, l’Ordine dei Templari: all’interno della lunetta posta al di sopra del portale principale sono presenti due formelle; una, a sinistra, raffigura l’Arcangelo Gabriele; l’altra, a destra, rappresenta la Vergine nell’atto di filare il velo del Tempio di Gerusalemme affiancata da due lampade sospese che rimandano alla casa di Nazareth e prona ai suoi piedi notiamo una piccola figura maschile che le porge umilmente un libro. Si ipotizza che l’uomo raffigurato nell’atteggiamento dell’offerente sia un templare che, a nome di tutta la comunità, depone ai piedi della Madonna la regola dell’Ordine. A sostegno di questa tesi, è necessario specificare che i templari portavano la barba lunga e i capelli corti, la Vergine era la protettrice dell’Ordine e ricade tra i luoghi santi protetti dall’Ordine proprio la casa di Nazareth, rievocata da questa immagine.

Grazie ad un progetto della Regione Puglia sarà possibile visitare Ognissanti fino al 30 Giugno; si provvederà ad assicurarne la fruizione anche nei giorni successivi.