La donna fantasma del castello di Vicalvi

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Tempo slabbrato di un ‘epoca da definire alla ricerca di luoghi poco noti, con la speranza di essere in pochi. Siamo nel cuore della Valle di Comino, siamo precisamente a Vicalvi. Non è un caso che Carla si sia spinta ai piedi di questo castello. Tante leggende circolano sul fantasma di una donna, che preceduta dal rumore di catene appare all’improvviso. Sono quelle storie che o ci credi o ci credi. Si narra che in diversi vengano a cercare la donna fantasma del castello di Vicalvi. Come tutte le storie sui fantasmi delle donne uccise per il loro comportamento ci si divide. Dipende con quale animo raccogli il rumore di quelle catene. La storia narra che a Vicalvi dimorasse un nobile di origine spagnola, spesso assente dal castello, in quanto impegnato nella lotta contro gli angioini.

Come da tradizione la castellana era una donna molto bella, la Alejandra Maddaloni e in ogni castello ci sta sempre un servo fedele.

Annoiata dalla solitudine, alla ricerca di come colmare il vuoto, che la divorava dentro, comincia a guardarsi attorno. La solitudine  prende due direzioni, l’anoressia o la bulimia. Chiusa nel castello lentamente in lei prende corpo la bulimia degli affetti. Ogni notte si nutre dei corpi di giovani amanti, consegnati il giorno dopo, alle prime luci dell’alba, al fedele servo. Ovviamente nel borgo si narrava dei giovani svaniti nel nulla. Il nobile spagnolo, come da tradizione, scoperta la storia, deve riscattare il suo ruolo di maschio offeso. Si chiama “femminicidio” oggi, quando una donna viene uccisa dal suo compagno. Delitto d’onore nel codice Rocco, vigente in Italia fino a poco tempo fa. La donna fu murata viva e incatenata.

La leggenda non ci narra se il nobile spagnolo in viaggio si nutrisse anche lui di corpi di fanciulle.

Carla ovviamente è convinta che la bella castellana cercasse l’altra metà della mandorla, che combacia. I vecchi del paese dicono che la donna fantasma del castello di Vicalvi “se l’è cercata”. Chissà perché si pensa che il giudizio “se l’è cercata” lo si attribuisca alle generazioni del passato… Il fantasma della donna incatenata ascolta in silenzio e viene incontro in maniera diversa. Bella ma spettrale a chi liquida la storia con “se l’è cercata”, regala invece una notte d’amore a chi si avvicina senza giudicare la sua bulimia d’amore. Complice la poca illuminazione si narra che nelle notti stellate il castello sia meta di dichiarazioni d’amore.