La legge per resuscitare i morti, tra demagogia e inutilità

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La legge per resuscitare i morti, tra demagogia e inutilità. La propaganda antifascista è una delle demenzialità di questo ultimo periodo, in quanto il fascismo è morto e sepolto.

Chi aizza e fomenta il problema sono le sinistre, corte di argomenti che continuano come dei mantra con questa solfa.

Una di queste è l’ANPI che non sapendo cosa fare anche loro fanno propaganda all’antifascismo, questo per non morire e continuare a prendere soldi pubblici, ovvero avere un motivo per esistere.

Mentre per il comunismo che non esiste più, il governo, a differenza del fascismo cosa fa? Stanzia 400.000 € per la Festa del PC per gli anni 2020/2021.

Perché non lo fanno con i soldi loro invece che con i soldi degli italiani? Soprattutto in questo momento di crisi sanitaria che ha messo in ginocchio l’Italia, è una vera e propria vergogna per chi sta portando avanti questa inutile causa e anche per chi la pubblicizza a livello personale.

In merito ai regimi, il primate dei dittatori è il comunista Mao Zedong comunemente conosciuto come Mao Tse-tung, della Repubblica popolare cinese, al secondo posto risulta Jozez Stalin dell’Unione Sovietica, altro comunista, al terzo posto si stabilisce Adolf Hitler di Germania.

Tutti e tre hanno generato un numero di morti spaventoso.

Con questo non è che possiamo portare sul palmo di mano Adolf Hitler perché è stato meno incisivo degli altri dittatori comunisti.

Vogliamo ricordare i massacri delle foibe? Sono stati degli eccidi ai danni di militari e civili italiani autoctoni della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, avvenuti durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra, da parte dei partigiani jugoslavi e dell’OZNA.

Si stima che le vittime in Venezia Giulia, nel Quarnaro e nella Dalmazia siano state, sempre secondo gli storici Pupo e Spazzali, tra le 3.000 e le 5.000, comprese le salme recuperate e quelle stimate nonché i morti nei campi di concentramento jugoslavi, mentre alcune fonti fanno salire questo numero fino a 11. 000 e ricordiamo che questi partigiani jugoslavi erano guidati dal capo comunista Tito.

Se poi vogliamo parlare dei 42 fucilati nel ventennio su sentenza del Tribunale Speciale Italiano ed è un dato riportato dall’Ampi, possiamo anche farlo ma non ci dovrebbero essere commenti, visto che la dittatura italiana fa la figura del chierichetto in confronto a questi primatisti, anche se fare giustiziare solo una persona non è certo da elogiare.

Per quanto riguarda le migliaia di morti in guerra poi sono da mettere tutti nello stesso calderone chi ne ha fatti di più e chi di meno.

Personalmente credo che i regimi comunisti siano stati i più crudeli soprattutto perché hanno perpetrato atti con il loro stesso popolo. Per quanto riguarda Adolf Hitler è stato un pazzo sanguinario anche se non è riuscito a prendersi il primo posto, e non dimentichiamo che ha avuto l’aiuto del suo stesso popolo per fare quello che ha fatto. Leggetevi qualche libro autorevole di come sia potuto accadere quello che è successo in Germania e capirete.

Rimane il fatto che i regimi dittatoriali sono tutti da condannare.

È poi non vogliamo ricordare le Brigate Rosse?

Le vittime dell’organizzazione eversiva Brigate Rosse si stima siano 84, dal 1974 al 2003.

Sergio Zavoli, nell’inchiesta “La notte della Repubblica”, ha sostenuto che dal 1974 (anno dei primi omicidi ad esse attribuiti) al 1988 le Brigate Rosse hanno rivendicato 86 omicidi, quindi di cosa stiamo a parlare? Di Fascismo o di Comunismo?

È proprio questo il motivo che non accetto la propaganda attuale della legge contro il fascismo, fascismo in Italia ormai inesistente, se no, per par condicio, dovrebbe esserci in concomitanza, attuata una legge contro il comunismo e il nazismo.

Questa bestialità della legge antifascista, e ribadisco è solo propaganda della sinistra, e vorrei anche far presente che la propaganda non è neanche realmente di sinistra, ma di chi cerca un pretesto per abbattere la concorrenza politica che non sa affrontare in altri modi.

Ormai l’ideologia di sinistra non esiste più. Sono passati tempi dove c’è erano personalità carismatiche come gli ultimi Berlinguer e Almirante. Adesso di chi parliamo? Di questi cataplasmi attuali?

Poi per i corti di memoria vorrei ricordarvi che esiste la legge Mancino che già condanna e punisce chi fomenta fascismo e perciò facciamo un’ulteriore legge invece di occuparci dell’Italia che sta cadendo nel baratro?

Di conseguenza, se non vedete lo scempio che si sta svolgendo attualmente, distruzione della famiglia, imposizione del Gender, la devastazione dell’economia, la legalizzazione delle sostanze stupefacenti, la perdita del diritto del lavoro, l’aumento dell’età pensionabile, ecc, ecc . . . e mi fermo qui, è sicuramente perché siete abbagliati da chi propaganda un problema che non esiste più in Italia.

La dittatura è letale di qualsiasi colore, di questo siamo tutti d’accordo, ma guardiamocene di appoggiare anche passivamente un revival del fascismo da chi ha bisogno d’inventarsi un finto nemico per mantenere il suo ruolo (e stipendio) politico.

Nico Colani:http://nicocolani.altervista.org)

ELABORA . PENSIERI: http://elaborapensieri.altervista.org

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Nico Colani nativo di Genova. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright

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