La signora del bucato

Quel bucato steso sotto la pioggia urlava aiuto, ma distrattamente nessuno l’ha capito.

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La signora del bucato io non la conoscevo, ma conoscevo il suo bucato. Un bucato che puntualmente ogni volta che mi sveglio a casa di Pino, sventola.

La signora del bucato è mattiniera, o forse sono io che sono una dormigliona, o forse a casa di Pino il mio dentro di donna incasinata si placa. Sono una fuggiasca, sono sempre in fuga da qualcuno e da qualcosa e la casa di Pino è un luogo che mi placa o forse sarebbe più giusto dire il Pino placa il mio dentro in tempesta. Quando dormo da Pino si toglie la sveglia e certe colazioni da peccati di gola, il caffè al letto è un lusso per quelle come me. La prima cosa che vedo appena sveglia è il bucato della signora, dalla prima volta, che ho visto quel bucato ho sentito che la signora del bucato sarebbe finita sui fogli dei miei racconti.

Io sono una scrittrice che dà voce alle donne, i cui corpi si colorano di sangue. Le mie donne hanno tanti sogni nei cassetti, quei sogni vengono presi a pugnalate, a coltellate, sono sogni che diventano sangue vivo.

Sole, pioggia, vento, grandine il bucato, lenzuola e coperte sventolano. Evidente che la signora del bucato deve cancellare il suo male di vivere. Stamattina presto ho sentito un urlo “Lasciami” poi silenzio. Sono quegli incubi che mi porto dietro. Ho acceso la luce. Pino ha capito e tiene una tisana che mi placa, amoreggia con me in un modo dolce. Oggi piove oltre il bucato c’è una volante della polizia.

A dare l’allarme è stata una vicina.

La volante della polizia ha sfondato la porta, ha trovato la donna in cucina accoltellata con una tazzina di caffè vicino. Sul tavolo era stesa la pasta fatta in casa, un libro di ricette «a tavola con suor GERMANA». Dalla tv le immagini di una giovane donna trovata a Canicattì accoltellata in un pozzo. Nella mia borsa sta esplodendo il mio quaderno, ho superato le 100 novelle scritte con il sangue delle donne. I loro nomi si confondono, ma le loro storie si intrecciano.

Quel bucato steso sotto la pioggia urlava aiuto, ma distrattamente nessuno l’ha capito.