Lasciare il lavoro per viaggiare: sogno o realtà?

Ma di cosa campa una blogger?

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Lasciare il lavoro e scappare? L’idea di prendersi una pausa, temporanea o denifitiva, dal nostro noioso e stressante lavoro di ufficio passa per la testa di tutti noi centinaia di volte nel corso di un anno.

Ma quanti di noi davvero hanno la possibilità ed il coraggio di lasciare il lavoro? Esiste veramente questa possibilità o un mito realizzabile solo per chi è ricco di famiglia, o per chi ha vinto al SuperEnalotto?

Ci capita spessissimo ormai di leggere articoli su blog o gironali che raccontano la storia di coraggiosi ragazzi o ragazze che mollano il lavoro e decidere di guadagnare viaggiando. Vorrei dunque evitare di ripetere quanto già riportato.

Quello che volevo sottolineare è la reazione dei lettori che rispondono, nella maggior parte dei casi, accusando queste persone di essere ipocrite e dichiarando che alcune scelte se le possono permettere solo pochi fortunati. La domanda che in molti pongono aggressivamente è: “Ma come fai a campare, come si arriva a fine mese se devi pagarti i biglietti aerei gli alberghi ed i ristoranti?”. Ammetto che mi è stato difficile trovare delle risposte concrete al netto di alcuni casi in cui questi coraggiosi ammettono di pagarsi le spese con il loro blog.

La blogger americana Gloria Atanmo, interviene sull’argomento, un pò alterata dalle pressante e ripetuta domanda “Come fai a vivere di viaggi?”. In un articolo comparso su HuffingtonPost. Gloria ha risposto in un modo interessante sintetizzando in tre punti:

  1. La domanda insinua che viaggiare è costoso: secondo la blogger non è vero. E’ costoso solo quando ci fa comodo. Se sei flessibile riesci a pagare poco un volo perché lo prenoti il Martedi alle sei dei mattino anziché il Venerdi sera. La contro risposta di tanti di voi ce l’ho già pronta: se io non lavoro, non ho nemmeno i soldi per pagarmi il low cost a 30 euro. E, tra l’altro, devo pure pagarmi l’affitto o la rata del mutuo.

  2. La domanda lascia intendere che siete troppo pigri per fare ricerche: è vero facendo delle ricerche e rinunciando alle comodità ed al lusso si può viaggiare con pochi soldi. Ma si ritorna al punto precedente, se ho lasciato il lavoro come pago le spese? Ed inoltre , come faccio ad essere rilassato in viaggio quando sono pieno di debiti? Forse no, meglio lasciare perdere mi tengo il mio lavoro da contabile.

  3. La domanda mette in dubbio la capacità della persona di gestire le proprie spese, aprire un conto corrente per i risparmi e distribuire i suoi soldi in modo adeguato. Su questo punto siamo pienamente d’accordo con Gloria, confermo che la domanda è presuntuosa e che ciascuno di noi deve trovare le proprie vie per “fare” soldi e gestire i propri risparmi investendo sulle proprie passioni.

In linea teorica, senza ipocrisia, se veramente si desidera qualcosa, in assenza di pesanti vincoli personali, i sogni si possono raggiungere. Così come riportato nel libro di Simone Perotti “Adesso Basta”, per fare questo serve una strategia basata sul tempo. Si deve pianificare l’uscita dal lavoro in anticipo e questo richiede alcuni anni di preparazione basata sul risparmio e sul sacrificio personale.

Quindi basta sia con l’ipocrisia di chi dichiara di avere i segreti del successo, sia con l’invidia di chi guarda agli altri sempre con sospetto. Allora BombateGiù con i vostri sogni e non lasciateveli scappare.

Quanti di voi ora stanno pensando di lasciare il lavoro?