Lo scultore anarchico.

Chi non si ferma davanti all'arte di quel monte non ne fa parte.

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Ci sono dei luoghi e delle persone che se scopri, ti restano dentro. In realtà sono arrivata in questo posto magico nelle Alpi Apuane, grazie a mio cognato e mia sorella. La storia di quest’artista Mario Del Sarto, è legata alla loro storia, quando stavano decidendo di essere compagni di viaggio. I particolari sarebbero un incipit poetico, diciamo solo che si inseriscono nella magia del luogo. Lo scultore è un poeta e un filosofo, quando arrivi nel suo atelier all’aperto, la felicità è dentro di te, tirala fuori. Uno scultore anarchico, degno figlio dell’anarchia, che ha caratterizzato Carrara. Il marmo è la materia prima, lo scultore, poeta, filosofo, vive in simbiosi con il suo ambiente. Il suo atelier è a cielo aperto, le sculture spuntano tra le montagne come alberi, ricavati dai profili delle pareti. La strada che porta a Colonnata, quel marmo macchiato di sudore, ma anche di sangue, di morte.

Qui si fa poesia. Figure bianche che ti fissano da lontano «Chi non si ferma davanti all’arte di quel monte non ne fa parte» recita una scritta.

L’artista, l’uomo del cappello di paglia non vuole padroni, committenti. Ha iniziato scolpendo il legno, la fratellanza del mondo ricavata da due rami di platano. Ogni scultura meriterebbe un racconto, i mestieri dei cavatori, alcune figure sembrano ispirate alla mitologia, ai Moai dell’isola di Pasqua, un uomo con un blocco di marmo sullo stomaco schiacciato. Il percorso del treno, il consiglio mondiale, il femminicidio, la pace. Opere piene di poesia impegnata. Il nome del luogo Mortarola viene dai mortai usati un tempo in cucina. Da bambino aiutava il padre pastore e scolpiva il legno, a 50 anni senza scuola ha incominciato a far parlare il marmo, è diventato lo scultore. Nel luogo ovattato dal silenzio, senti scorrere le parole di quelle figure, collocate come un puzzle surreale, sei entrato in un regno dei sogni senza tempo, della speranza. Salendo e scendendo tra quelle figure, sali e scendi nel tuo dentro, scavi tra i tuoi dubbi, mentre cerchi di tirare fuori la felicità.

Lo scultore anarchico. di Fausta l’Insognata Dumano