Nel microcosmo poetico di Claudia Piccinno

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Claudia Piccinno ed io, ci siamo incontrati sulle pagine “virtuali” in questi ultimi mesi, cioè quando per la prima volta conobbi il suo nome in una recensione dedicata alla silloge poetica di Sebastiano Impalà – “Normanni e visi d’arabi”.

Dato che avevo già presentato alcune delle liriche di questo bravo poeta in lingua serba e francese, Claudia mi chiese di fare altrettanto anche con le sue poesie. “Che onore sarebbe stato per me poter presentare questa straordinaria poetessa dinanzi al pubblico serbo e a quello francese”, pensai. Con grande gioia ed entusiasmo iniziai, dunque, a fare le traduzioni. Leggendo, traducendo, inizio a scoprire il modo in cui lei si dimostra capace attraverso ogni suo verso di rendere tangibile il sentimento, ed ogni piccola e talvolta trascurabile situazione, o momento che si vivono quotidianamente.

Proseguo, traduco e mi sento coinvolta negli eventi e nelle situazioni presentati da Claudia.

Molto spesso mi soffermo, penso, ci sono tante belle metafore, allegoriche situazioni, talvolta rime incredibili che mi inducono a lunghe riflessioni, perché non posso trovarle facilmente nelle altre lingue e desidero che suonino allo stesso modo della madre lingua. Ed ecco che si apre una questione importantissima per ogni interprete che abbia deciso di esercitarsi nella traduzione delle poesie in lingua straniera. Quando la lingua di destinazione è completamente diversa da quella originaria, cioè appartiene ad un gruppo di lingue non-idonee allo scopo, come, per esempio, nel caso della grande differenza esistente tra le lingue neolatine e le lingue slave, emergono delle difficoltà veramente particolari.

Situazioni in cui non è importante solo conoscere bene una lingua, avere un enorme padronanza dei termini, un ricco lessico, ma anche avere quel dono di scegliere la parola giusta per trasmettere i sentimenti e le situazioni descritte dalla poetessa stessa.

Allora si capisce molto bene che per salvare lo stile originale di Claudia, per mostrare l’intero tesoro delle sue figure stilistiche, ci voleva molto di più che una semplice traduzione. Bisogna trovare lo spirito capace di presentarla in un modo consono all’animo dell’autrice. Ed ecco che a conclusione dell’intero lavoro mi ritrovai completamente coinvolta dal microcosmo poetico di Claudia Piccinno.

Se non fossi riuscita a identificarmi con le scene offerte e con ogni lirica in particolare, non sarei mai riuscita a fare la traduzione giusta.

Il suo recensore che aveva espresso la propria opinione sula silloge di Claudia, ci aveva adeguatamente illustrato le sue liriche. Per non ripetere qualcosa che già fu detto dal Signor Massimo Massa, mi è sembrato più che opportuno riportare direttamente alcune sue frasi utilizzate per illustrare “Ragnatele crimisi” premiata non solo a “Verseggiando 2015” ma anche con menzione d’onore in occasione del 1st World Literary Prize a Parigi:

“…Ogni volta che mi accingo a leggere le sue poesie, resto sempre affascinato dall’elevato coefficiente di pregnanza intrisa nei suoi componimenti, tra vocaboli e metafore, stipati contenitori di sensazioni che ne sostengono l’intensa liricità e la concretezza del verso. Credo che chiunque sia dotato di sensibilità e sorretto da una benché minima familiarità con la poesia, riesca a cogliere tutte le sfumature della sua poetica che si poggia su registri espressivi di notevole qualità…

”… Insomma… quello che mi ha maggiormente affascinato in questo libro è la compattezza stilistica e la coerenza espressiva oltre che umana di Claudia, il suo dettato sincero, il suo lirismo delicato; un distillato di sensazioni e suoni, in cui nulla è lasciato al caso nei molteplici percorsi attraverso i quali germoglia la sua poesia. Penna vibrante, modulata, sofferta, che sa unire gergo quotidiano, vocaboli aulici, neologismi e liricità centrata sulle vicende intime dell’io e sulla tensione di un animo che, emozionalmente ed empaticamente, aderisce alle cose del mondo, per darne una lettura espressionista, ma pur sempre misurata nei toni e valutata nelle scelte…”

Ai fedeli lettori di BombaGiù, ma sopratutto agli ammiratori della poesia contemporanea, propongo la lettura di solo alcuni dei suoi versi, benché mi sembrino assolutamente tutti ugualmente importanti per dare l’immagine giusta di questo magnifico micro-cosmo poetico di Claudia Piccinno:

Pietosa madre

Eterea cammini sulle acque,
soave bambina,
tu che troppo presto fosti madre.
Riconosco le tue ansie
nei passi stanchi
di tutte le madri,
nel dolore di chi
smarrì l’allegria.
Sono una lacrima
del tuo volto,
e luccico d’immemore
atavico dolore.

Un’eco d’ali

Nei sobborghi dell’anima
solletico di te.
Nuvole del quotidiano
esistere
segnano il confine,
ma un’eco d’ali
mi riporta a te.
E sei nei versi miei
sorriso nel torpore,
antidoto al dolore.

L’inquietudine

Trova pace l’inquietudine
nell’agognato cielo
oltre la vita.
Trova pace l’inquietudine
quando nulla più ti aspetti
da chi ami.
Trova pace l’inquietudine
nel letargo dei sensi
e nell’indotto oblio.
Trova pace a volte
nei piatti gesti di chi
espleta un dovere,
trova pace nel meccanico andare
dei nastri ritira bagagli
all’aeroporto.
Trova pace l’inquietudine
nelle verità esplicitate
e in un verdetto
senza se e senza ma.

Ragnatele cremisi

Ragnatele cremisi
rubarono al corallo
tenacia ed ancoraggio.
Il ghiaccio del non cuore
ricamava di bianco
concentriche memorie
su abissi dissodati.
E io coprivo il grigio
senza pennello in mano
coi soli miei colori
di stella senza punte.

microcosmo poetico di Claudia PiccinnoCLAUDIA PICCINNO – dati biografici.

Docente, referente di circolo per l’educazione alla lettura, porta avanti iniziative per promuovere autori ed appassionare gli studenti.
Poetessa. Ha al suo attivo le seguenti pubblicazioni

  • “La sfinge e il pierrot”, Aletti Editore, 2011
  • “Potando l’euforbia” in Transiti Diversi, Rupe Mutevole Edizioni, 2012
  • “Il soffitto, cortometraggi d’altrove”, La Lettera Scarlatta Edizioni, 2013
  • versione tradotta in inglese, – in serbo “Tabahnha” ed.Majdah luglio 2014, in turco nel 2016 ed edita da Arthop a Istanbul.
  • “Ragnatele Cremisi”- La Lettera Scarlatta Edizioni, settembre 2015..

Ha ottenuto premi di rilievo a concorsi di poesia nazionale ed internazionale, tra cui una menzione d’onore a Parigi al 1st Word Literary Prize, un terzo posto a Lugano, la stele di Rosetta a Istanbul, un terzo posto in Albania.
Membro di giuria in vari premi letterari, la sua poetica tratta temi sociali ed è volta a valorizzare diversità e unicità. Presidente di giuria di entrambe le edizioni del concorso “Dai tuoi occhi alla matita”, rivolto ai piccoli pazienti degli ospedali oncologici, è socio onorario della no profit “Con gli occhi di Geggio” a cui sono destinati i proventi dei suoi libri.

Autore di rilievo del gruppo Pentasi B friendship, socio e collaboratore del centro studi Lunigiana Dantesca e della rivista Il porticciolo, molte sue opere appaiono su e-magazines e su riviste internazionali. Ha partecipato a numerosi reading e maratone poetiche, tra cui quelle tenutesi a Bologna per il movimento internazionale 100 poets for change.
Il suo componimento “Nel blu” è riprodotto su stele in maiolica affissa sul lungomare di Santa Caterina di Nardò(Le) e su mille cartoline abbinato al primo premio del concorso fotografico Pensalento.

Sito web http://claudiapiccinno.weebly.com/

Scelta e nota introduttiva a cura di Biljana Biljanovska