Polline di api, proprietà e benefici di un portentoso energizzante naturale

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Scopriamo qual è la funzione del polline di api, la composizione e le proprietà terapeutiche di questa sostanza straordinariamente benefica. Vediamo anche i benefìci del polline di alcune piante officinali.

Oltre ai princìpi attivi vegetali contenuti nelle piante medicinali, sfruttabili a scopi terapeutici, esistono due prodotti derivanti dalle piante stesse, che provengono dalla raccolta o da elaborazioni naturali di sostanze presenti praticate dalle api: il polline d’api ed il miele.
Sono due tipici esempi di sostanze naturali derivanti da un rapporto tra il mondo vegetale e quello animale, i cui prodotti possono essere utilizzati per il benessere del nostro organismo.

La funzione del polline d’api

E’ utile sapere che il polline è il componente maschile del fiore e che ha le caratteristiche di una polvere fina che assume diversi colori in base al tipo di pianta. E’ racchiuso nell’antera, cioè nella parte terminale dello stame, che è appunto l’organo maschile del fiore. Quando l’antera arriva a maturare, si apre ed emette tutto il contenuto.
La funzione fondamentale del polline d’api è quella di fecondare gli ovuli contenuti nel pistillo, cioè l’organo femminile del fiore, determinando la fecondazione con la quale, mediante la produzione di semi e di frutti, viene assicurata la continuità della specie.

Questa operazione viene svolta prevalentemente dagli insetti che, posandosi sui fiori per suggerne il nettare, si coprono in tutte le loro parti di polline e lo “trasportano” da pianta a pianta. Può anche essere provocata dal vento, che con la sua azione disperde a distanza i granuli pollinici.
La raccolta del polline può essere effettuata nelle arnie appositamente situate in zone aperte di campagna, ricche di molteplici specie di piante medicinali, dove l’attività delle api può essere sfruttata pienamente.

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