Sapessi quante volte

ti ho cercata

per le vie di Sarajevo,

lungo le sponde della Drina,

nelle piazze affollate di gente,

nei mercati di verdure,

nei silenzi delle bombe appena esplose.

Ma tu eri lì accanto

a sussurrarmi nell’orecchio

parole di dolcezza intrise di spavento.

Chiudemmo gli occhi un giorno,

fingendo di dormire

con l’orgoglio di svegliarci

alla fine della guerra.

 

Nessuno lo capì e morimmo lo stesso,

increduli, abbagliati da verdi luci

in una notte d’inverno secco

con la polvere acre nei polmoni

e gli occhi sgranati verso il mondo.

Fu solo un attimo

e la pace ritornò

nei torrenti inquieti​

del vivido sangue, nella testa di politici spenti.

Sarajevo, mon amour

Di Sebastiano Impalà