Vi ricordate gli amari fatti che hanno portato alla tragedia della Concordia? Questo incidente della nave Costa Concordia fa rabbia per tre aspetti: il primo, legato al fatto che il comandante vigliacco e buffone, sul quale si è già detto di tutto e di più, è napoletano.

Innescando una nuova pioggia di qualunquismo e luoghi comuni nei confronti dei miei concittadini. Secondo, per il fatto che su quella nave c’erano molti che le crociere nei periodi di alta stagione non possono permettersele.

Ultimo punto, l’aspetto ambientale, poiché si rischia di distruggere una zona stupenda del nostro Paese. Proprio su quest’ultimo punto e anche sulle conseguenze finanziarie che tale incidente potrebbe avere, facciamo un approfondimento.

Quali sono i possibili danni all’ambiente causati dalla tragedia della Concordia?

Al momento non c’è ancora un piano per la rimozione della nave. In realtà già sono iniziati alcuni trafilamenti di materiale liquido, ma non è ancora chiaro se sia carburante. Fatto sta che attorno alla nave sono comparse alcune chiazze e per precauzione è già stata avviata la circoscrizione dello scafo per arginare questa perdita. Bisogna intervenire subito per scongiurare un disastro ambientale, visto che nei serbatoi della nave affondata giacciono 2400 tonnellate di carburante e bisogna evitare che finiscano in mare e compromettere non solo l’eco-sistema dell’isola del Giglio, ma dell’intero Arcipelago e delle coste circostanti.

A tal proposito è giusto ricordare in quale zona si è consumata la tragedia.

L’isola del Giglio cade nella provincia toscana di Grosseto che come detto appartiene all’Arcipelago della Toscana, formato da un gruppo di sette isole maggiori, di cui la più grande è l’Isola d’Elba, più alcune minori, oltre che secche e scogli situati tra la terraferma Toscana e la Corsica. L’arcipelago ricade tra 2 mari e 2 grandi canali: il Mar Ligure, il Mar Tirreno, il Canale di Piombino e il Canale di Corsica. Il Canale di Corsica e il Canale di Piombino possono essere considerati come bracci di mare di collegamento tra il Mar Ligure e il Mar Tirreno, rispettivamente a ovest e ad est dell’Isola d’Elba.
Pertanto, in virtù delle splendide zone interessate, bisogna evitare assolutamente che il petrolio finisca in mare; anche perché l’area in questione è abbastanza chiusa e dunque è facile che le chiazze raggiungano anche le altre regioni lungo la costa: Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. Già di per sé inquinate.

Ma cosa realmente conoscete dell’evento a sei anni dalla tragedia della Concordia?

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