Il panino insanguinato

Ottavo funzionario statale ucciso dal “Lunch Break Killer” o, come lo chiama “La Repubblica” dallo “Stamp Killer”, che sta mietendo vittime in tutta l’Italia del Nord. Lascia la moglie e due figli.

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Era suo ardente desiderio controllare di persona tutto ciò che gli avevano raccontato e quindi attese con pazienza il suo turno allo sportello. Prima di lui toccava a una donna, vestita sobriamente, non truccata, dall’apparente età di cinquant’anni. Stringeva nervosamente un foglio e si era rivolta all’impiegato con un filo di voce, quasi un soffio, che lui, pur con le orecchie tese, non riuscì a udire. Sentì invece distintamente la risposta:

«Signora, mi dispiace ma la sua mamma doveva richiedere quest’assegno accessorio, quando ha fatto la domanda di pensione

«Ma io avevo parlato proprio con lei e LEI non mi aveva detto nulla!»

«Lei non me l’ha chiesto…»

«Va bene… anzi no. Comunque mi dica… Che cosa possiamo fare adesso?»

«Può fare ora l’istanza.»

«Mi dia un modulo che glielo firmo: sono la tutrice di mia madre; ho qui la sentenza del giudice.»

«Mia cara signora, questo documento è una semplice fotocopia! Io ho bisogno di un originale o una copia conforme… con il timbro di COPIA CONFORME; ha capito?»

«Ma mia madre ha novantasei anni, è allettata ed io ho necessità di pagare la retta del ricovero che è sempre più cara. Sono divorziata, senza figli; sono in causa con mio marito che da più di un anno non mi versa l’assegno di mantenimento. Il mio stipendio non mi consente di far fronte a queste spese. Quest’assegno mi serve assolutamente. Mi consenta di compilare la domanda e poi le porterò l’originale entro dieci giorni!»

«Mi dispiace, signora, ma non funziona così: lei mi porta tutta la documentazione e poi, DOPO, liquiderò l’assegno. Se me lo porta oggi pomeriggio, sua madre avrà l’assegno a Dicembre, altrimenti a Gennaio.»

«Come faccio a portarle la copia conforme, chiedendola al tribunale ora?»

«Può andare al Comune a farsi autenticare la sua copia.»

«Ma lei lo sa che il Comune oggi pomeriggio è chiuso!»

«Non so che farci, mia cara signora. Guardi, per cortesia, ci sono altri che aspettano. Prenda il modulo e venga quando ha tutto… Può fare anche una raccomandata… E deve allegare anche una copia della sua carta d’identità!»

La donna non sentì l’ultima frase perché, afferrato il modulo, si era rapidamente allontanata, piangendo.

Ora era il suo turno ma aveva sentito abbastanza. Guardò l’ometto dallo sguardo glaciale e, prima che prendesse la parola, disse:

«Buongiorno, vorrei un modulo per accreditare la pensione di mia madre presso la mia banca.»

«Eccolo!» rispose il tizio, allungandogli un foglio giallo. «Me lo può spedire o portarlo lei qui di persona. In entrambi i casi deve allegare la fotocopia di un documento d’identità di sua madre che, naturalmente, deve essere ancora valido. Non può nemmeno immaginare quanti vecchi, pur di conservare la loro foto da giovani, continuino a utilizzare un documento ormai scaduto da decenni!»

L’uomo si alzò e si allontanò senza salutare; aveva circa un’ora per eliminare dalla faccia della terra quel burocrate.

Sapeva quali sarebbero stati i suoi movimenti: l’impiegato avrebbe ordinato un panino nel bar vicino all’ufficio intorno all’una e, dopo mezz’ora, sarebbe rientrato.

*      *      *

«Alla salute!» gridò, alzando per l’ennesima volta il bicchiere.

L’ometto aveva perso lo sguardo glaciale e i suoi occhi lucidi roteavano, guardando il vuoto.

«Guardi… non so che mi succede: mi sento poco bene. Mi è rimasto in bocca il gusto strano di questa aranciata.»

Si allontanò dal bancone ma cadde a terra.

L’uomo lo sollevò di peso e uscì, dopo aver salutato i due avventori rimasti: tutti gli altri, tra cui otto suoi colleghi, erano già tornati al lavoro.

Guadagnò l’auto e vi spinse dentro l’impiegato che si lamentava sommessamente. Ora lui sapeva come metterlo a tacere.

La Stampa – Pagina di Alessandria.

Casale Monferrato.08.08.1988. In uno dei sotterranei del Castello di Uviglie, è stato ritrovato Ugo Barbierato, sessantenne impiegato dell’INPS, in procinto di andarsene in pensione, ottavo funzionario statale ucciso dal “Lunch Break Killer” o, come lo chiama “La Repubblica” dallo “Stamp Killer”, che sta mietendo vittime in tutta l’Italia del Nord. Lascia la moglie e due figli.

L’impiegato, come i precedenti colletti bianchi, uscito dall’ufficio in pausa pranzo, non era più rientrato. Il modus operandi è sempre lo stesso. L’uomo è stato adescato vicino a un bar, stordito e trasportato in auto in un luogo appartato del quale ancora non si è scoperta l’ubicazione; qui è stato orrendamente seviziato con colpi di timbri di metallo e soffocato con un’intera risma di carta da fotocopiatrice in gola.

Il direttore dell’Istituto ha dichiarato:

«Con Barbierato se ne è andato un fulgido esempio di abnegazione e umanità!».


Il panino insanguinato

Testo di Roberto Masini