Salvini e Bernard-Henry Lévy: una precisazione su tema

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Buongiorno sono Nico Colani. Dopo la vignetta presentata ieri: l’imbecille del giorno, sul filosofo Bernard-Henry Lévy, oggi 28 luglio 2020 in riguardo alla sceneggiata su Quarta Repubblica di Lévy, in merito alla quale Salvini non ha potuto ribadire determinati concetti, vi voglio trasmettere io una delle tante precisazioni sul tema.

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Il filosofo Bernard-Henry Lévy, ci viene a fare lezioni di nobiltà definendo i pescatori siciliani di Lampedusa e il loro sindaco di essere ignobili nel lamentarsi delle continue trasgressioni dei pescatori Tunisini che rubano il prodotto di pesca in acque siciliane, e non solo, ma accusa la destra italiana, Salvini e la redazione di Nicola Porro, di essere ugualmente ignobili a far veicolare questi lamenti in televisione come se fossero un’opinione consolidata degli italiani.

Questo intellettuale borghese, in tutto il suo splendore da vera dittatura del “politicamente corretto”, ci ha peraltro consigliato di concentrarci sulla mafia e le misteriose intromissioni di Vladimir Putin in Italia, e dimentica cosa ha fatto la sua Francia, con i 14 paesi africani che ha colonizzato e depredato nel scorso secolo.

Infatti, il giogo francese su questi Paesi è stato ed è tuttora soprattutto economico e monetario. In altri termini tutto è congegnato in modo tale da garantire a Parigi un ferreo controllo della loro moneta, oltre a un monopolio esclusivo sulle ricche materie di cui abbondano (oro, uranio, petrolio, gas, cacao, caffè), con un risultato duplice. Da un lato, arricchire la Francia e le sue élites imprenditoriali da un lato, con uno smisurato trasferimento di ricchezza (circa 500 miliardi di dollari l’anno, secondo alcune stime). Dall’altro lato, impoverire fino alla miseria i popoli indigeni, che sono così costretti a fuggire per fame verso l’Italia e l’Europa, in cerca di fortuna.

Ma non è che questo filosofo è stato mandato in missione da noi così che la Francia con un’invasione sfrenata di migranti e il crollo economico dell’Italia, possa, insieme alla Germania, depredare il nostro paese una volta per tutte?

http://nicocolani.altervista.org

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Nico Colani nativo di Genova. Si diploma elettricista e in elettronica ed in seguito la sua passione per il digitale lo vede applicarsi da autodidatta in informatica e sviluppo web, poi è titolare per vari anni di una piccola impresa di trasporti. Nico assiste al fiorire di periodi di grande boom industriale ed economico per l’Italia partecipando anche a varie attività sindacali per la tutela dei diritti lavoratori. Eterno pensatore e provocatore, Nico Colani si è sempre impegnato, attraverso vari mezzi di comunicazione come il suo blog decennale di satira “Guanot” e più recentemente con “Il Macigno” ad individuare i grandi paradossi sociali nella vita contemporanea fino ad estrapolarne le sue dissonanze. Il suo è non solo un invito a meditare, ma a sollecitare pareri al fine di aiutare la propria società a ristabilire gli equilibri sociali, culturali ed economici persi nei cambiamenti generazionali dove si è scelto di crescere e maturare senza consapevolezza storica e culturale del proprio paese di origine. Il suo motto è sempre stato “Ruit Hora”, ovvero “Il Tempo Fugge”. Isabella Montwright