Un mondo all’altezza … delle diversità?

Siamo tutti troppo codardi per scappare.

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Un mondo all’altezza … Scrivo perché oggi ne avevo voglia. È uno di quei giorni in cui sei un po’ giù, senza un motivo preciso. Vuoi qualcuno da abbracciare che ti tiri su ma nessuno sa farlo bene come vorresti perciò preferisci stare da sola a pensare. E ti passano per la testa migliaia di pensieri. Cerchi di capire invano il perchè di questa vaga tristezza e intanto pensi alla  tua vita, a cosa non va  e a cosa vorresti migliorare.

Ecco, un tema vero e proprio questo testo non ce l’ha. È solo l’insieme di tante riflessioni.

Penso, ad esempio, a quanta ignoranza ci sia verso la diversità. A quanta strada ci sia ancora da fare per l’uguaglianza fra uomo e donna, fra retrocessioni e omosessuali, fra neri e bianchi. Mi dà persino fastidio dividerli in categorie, ma se non facessi così  nessuno mi capirebbe. Dall’altra parte del mondo ci sono mie coetanee che hanno una vita completamente diversa dalla mia. Sono solo nate nel posto sbagliato, dove essere donna è una disgrazia. Magari in questo momento da qualche parte qualcuno sta piangendo per qualche motivo. Forse è un ragazzo omosessuale e sta pensando ai pregiudizi che dovrà sorbirsi, a come dirlo ai suoi cari. Per me è qualcosa di così naturale che non dovrebbe neanche essere detto.

Ma la società non è pronta, e a nessuno interessa se soffri perché non rispetti le convenzioni, ciò che per gli altri è giusto.

O forse è un “uomo di colore” o disabile stufo di essere guardato con sospetto. O forse, ancora, è una donna che ha perso suo figlio. Lo so bene quanto è forte il dolore di chi ha appena però qualcuno che appena amava. Potrebbe anche essere un uomo malato, forse terminale che trova che non sia giusto soffrire, dover rinunciare alla vita e alle cose belle che può offrirgli. Oppure è una ragazza che si sente inadeguata, un’adolescente lasciata sola perché non riesce a innamorarsi, che non ha ancora avuto un “primo bacio”, che non ha i vestiti giusti o degli amici veri.

Se ci pensi, c’è tanta cattiveria al mondo.

Colpa di una mancata o sbagliata istruzione o di una mentalità ottusa. C’è tanto dolore e disuguaglianza, incoerenza e egoismo. Avarizia, invidia e negatività. Certo,la vita è bella e merita di essere vissuta ma seguiamo troppe convenzioni, troppe mode, costretti senza accorgercene ai ritmi di una quotidianità spesso monotona. Abbiamo perso i valori, quella felicità iniziale. Ogni tanto provo ad immaginare una vita diversa, in un luogo privo di qualunque cosa costruita dall’uomo, in cui ognuno è libero di essere se stesso, di essere felice, senza paura o vergogna, in cui si vive alla giornata. Ma siamo tutti troppo codardi per scappare.

Ci siamo dentro, dentro questa società e anche volendo, non riusciamo a uscirne.

Oppure non lo vogliamo davvero. Certo questa vita ha i suoi lati positivi,e merita di essere vissuta. Sono fortunata,mi piace la mia  vita. Ma infondo non so neanche dare una definizione di “vita”. Cerco solo di godermela a pieno. Ma ogni tanto ci penso, a scappare. Perché questo mondo, per ora, non mi piace per niente. Dobbiamo cambiarlo, in fretta. Bisogna ricominciare tutto dall’inizio, resettare come si fa con con i PC attaccati dai virus.

Perché in questo mondo, mi rifiuto di viverci.

Non è all’altezza delle mie aspettative e dei miei sogni, questo mondo.

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