Uomo trovato senza vita a Monselice. Il deserto della città.

Le nostre perfette città stanno diventando dei deserti!

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Uomo trovato senza vita a Monselice. Una persona di 77 anni è stata rinvenuta, senza vita, nella sua abitazione a Monselice (PD) a due passi dal centro. La stampa ha parlato anche delle condizioni in cui avrebbe vissuto quest’uomo, senza gas, senza elettricità, senza acqua, in solitudine.

Si constata, con grande amarezza, che nell’era della comunicazione globale, dove entriamo in contatto con amici oltreoceano, non riusciamo a comunicare col vicino di casa o con membri della nostra stessa comunità.
Una società d’apparenza dove conta l’immagine esteriore. Una società che non risponde ai bisogni fondamentali di ogni essere umano che sono quelli di amare e di sentirsi amato.
Proprio a Monselice, circa un anno fa, due ospiti della locale casa di riposo, hanno posto fine alla loro esistenza col suicidio, gettandosi da una delle finestre dell’Istituto, che ha blindato le aperture inviando degli psicologi.
Eppure, mai come in quest’epoca, dove vi è abbondanza di centri di ascolto, di specialisti, di servizi dedicati, l’uomo sprofonda nelle sue solitudini al punto che anche gli innumerevoli suicidi sotto i treni, sono spesso visti in funzione dei ritardi che provocano al traffico ferroviario.

Le nostre perfette città stanno diventando dei deserti!

Monselice sta diffondendo la pianta della sua città, dove sono ben evidenziate vie e piazze, perché non abbia segreti per alcuno, peccato che poi si sottovalutino situazioni di disagio come quella di quest’uomo morto in solitudine, quasi accanto ai negozi, alla folla per le varie manifestazioni di intrattenimento ed al palazzo di città!
Questo Comune ha speso 18mila euro per una serata canora presso il nuovo ospedale di Schiavonia, e decine di migliaia di euro per altri eventi di divertimento ma non riesce a scorgere la solitudine di tanti suoi cittadini, che magari, vivono senz’acqua, luce e gas, al freddo, mentre chi vive da nababbo continua a prosperare nella più vergognosa abbondanza!

Come si può permettere, nel 2018, in una città come Monselice, dove si progettano e si realizzano opere faraoniche come l’Agrologic, il nuovo ospedale, il prossimo casello autostradale, e si svolgono attività culturali e ludici di ogni tipo, dove si investono milioni di euro, che un nostro simile muoia in questo modo?

Perché i commenti e le spiegazioni di servizi sociali e del sindaco giungono a posteriori?

Qualcuno sapeva che quest’uomo sopravviveva in simile modo?

E come si fa a dire che nessuno era a conoscenza?

Il deserto della città.

La morte di quest’uomo, che magari poteva essere salvato, è un macigno nelle nostre coscienze di cittadini, che scava dentro e ci chiede conto.
E tutti dovremmo sentirci responsabili e voltare pagina, perché non si può continuare ad andare avanti come se non fosse successo niente!
A differenza delle Istituzioni, io, come cittadino, mi assumo le mie colpe, perché avrei potuto vedere e fare qualcosa ma non l’ho fatto.
Chiedo perdono a questo mio fratello e chiedo scusa alla sua famiglia.
Oggi, la nostra città è un po’ più povera!

Antonio Stasolla
Presidente Afoid Italiana Dirittamoci