Chiudiamo le discoteche e torniamo alle feste in casa

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Agli inizi degli anni sessanta, da adolescente ginnasiale che, in punta di piedi, muoveva i primi passi nell’austero plesso scolastico che ospitava il liceo Sannazaro di Napoli, gli unici divertimenti, peraltro rari, al di fuori dell’impegno scolastico erano i cosiddetti “balletti“. Erano feste organizzate in casa di compagni di classe, per lo più in occasione di qualche ricorrenza e nei fine settimana.

Iniziavano intorno alle 18 per finire prima delle 21, perché allora imperava il motto: “E dopo Carosello tutti a nanna”.

Per noi ragazzi i genitori disponevano una contenuta paghetta settimanale o, addirittura, mensile. Con la paghetta al massimo potevi comprarti il gelato o i fumetti di Topolino, Cucciolo o Tiramolla che era il mio preferito. E’ passato poco più di mezzo secolo e quel mondo è totalmente scomparso, sostituito da fiumi di droga e di alcool, da concerti e discoteche, da soldi che i genitori elargiscono in grande quantità ai propri figli, incentivando un mercato che oramai punta tutto ed esclusivamente su fasce d’età che vanno dai 10 ai 18 anni, praticamente sui minorenni. Ogni tanto, qualche tragedia, come quest’ultima di Corinaldo, ci riporta a una ben triste realtà, con morti o feriti, ma poi dopo qualche giorno l’accaduto viene dimenticato e tutto ritorna come prima, fino alla prossima disgrazia, quando ricomincerà il consueto rituale, anche degli impegni e delle promesse, che sistematicamente non verranno mantenuti.

Le soluzioni ci sono ma evidentemente non si vogliono adottare.

Ne accenno alcune. Innanzitutto chiudiamo le discoteche. Tutte ed indistintamente. Oramai sappiamo bene cosa accade in questi luoghi, frequentati dai nostri ragazzi. Ripristiniamo le feste in casa, controllate con discrezione dagli adulti. Vietiamo i concerti in tutti i luoghi chiusi o privi dei requisiti di sicurezza. Tanto si è capito da tempo che gli organi preposti ai controlli, per varie ragioni, non riescono a svolgere appieno il loro ruolo. Chiudiamo, subito e immediatamente, i locali, i bar e, in generale, gli esercizi commerciali che vendono alcolici ai minorenni. Stronchiamo una volta e per sempre, con interventi mirati e continui, il traffico della droga che si spaccia tranquillamente anche sotto i plessi scolastici e in pieno giorno.

Si facciano leggi che affrontino con determinazione il problema e che, tra l’altro, puniscano anche quei genitori che non svolgendo il proprio compito, funzionano oramai solo da bancomat per i propri figli.

Ripristiniamo la funzione educativa della scuola che sembra per lo più essere diventata un contenitore vuoto, che elargisce solo nozioni. Iniziative drastiche dunque ma necessarie se si vuole invertire la rotta, evitando in futuro di piangere altre giovani vite, stroncate per sempre.

Chiudiamo le discoteche e torniamo alle feste in casa – Gennaro Capodanno

gennarocapodanno@gmail.com